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I pretori

Approfondimento su: I pretori

Il termine praetor, pretore, deriva da pare e itor: colui che va innanzi, e in origine fu dato al comandante che guidava l’esercito in guerra; fu quindi nei primi tempi della repubblica la designazione dei consoli ai quali per legge spettava l’imperium, anzi il comando militare.
Nel 367 a.C. fu creato, accanto ai due consoli-pretori, un terno pretore, un collega minor, al quale vennero affidati dei compiti giurisdizionali, e da allora questa specifica funzione venne attribuita per norma ai pretori che vennero eletti in seguito.
Cade nell’amnno 243 a.C. l’istituzione del pretore peregrino al quale fu devoluta la giurisdizione nei processi tra stranieri viventi a Roma per ragioni di commercio o d’altro.
Nel 227 a.C. per poter disporre di governatori da mandare per l’amministrazione delle due province in Sicilia e di Sardegna, allora istituite, il numero dei pretori eletti fu elevato a quattro; nel 197, dopo l’annessione delle due Spagne, la citeriore e l’ulteriore, il loro numero fu portato a sei, ed in seguito fu soggetto a ulteriori modifiche sotto Silla, Cesare e Augusto.
I pretori eletti nel mese di luglio nei comizi centuriati, entravano in carica alla mezzanotte del 31 dicembre, ed esercitavano le loro funzioni sino alla mezzanotte del 31 dicembre dell’anno successivo.
Una volta eletti, l’assegnazione delle province ai pretori, sia con funzioni giurisdizionali che di governatorio militare, veniva fatta obper sorteggio dal senato, dopo l’attribuzione dei comandi e degli incarichi alle magistrature maggiori.
Anche questa magistratura, come molte altre, vide declinare la propria autorità sotto l’impero.