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I tribuni

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L’elezione dei tribuni è una conseguenza storica della lotta tra patrizi e plebei, accentuatasi dopo la caduta della monarchia, la quale, nei propri contrasti col patriziato, aveva in linea di massima favorito la plebe. In origine i tribuni non erano magistrati, ma capi di villaggi agricoli o tribù in cui era diviso il popolo romani. Erano, nell’ambito del villaggio o del distretto del popolo, in cui esercitavano la loro influenza, degli arbitri o giudici per le controversie di scarsa entità che sorgevano fra i plebei. Quando si cominciò la leva militare per tribù e l’imposizione dei tributi, essi presero ad intervenire a tutela dei diritti della plebe. A un certo momento della lotta della plebe contro il patriziato, sorta per contrasti economici e per la tutela dei diritti civili e politici, si giunse all’atto rivoluzionario della creazione dei tribuni, magistrati inviolabili, che avevano il compito di tutelare i diritti della plebe, e pertanto di porre il loro veto ad ogni legge che ne ledesse i diritti. I tribuni non potevano esercitare le loro funzioni in periodo di dittatura.