Storia di Roma Antica - Mondolatino

Domiziano

Approfondimento su: Domiziano

(81-96)
Svetonio (Vite dei Cesari)
Fu di statura alta, ed ebbe volto modesto e facile ad arrossire, e grandi occhi un po' miopi; nell'insieme, bello e proporzionato, soprattutto nella gioventù; si devono però eccettuare i piedi, le cui dita erano troppo corte. In seguito, fu imbruttito dalla calvizie, dall'obesità del ventre e dalla gracilità delle gambe, che dopo una grave malattia si era ancora accentuata.
Domiziano, fatto Cesare da Vespasiano e considerato da Tito come consors e successor, gli successe senza difficoltà, proclamato imperatore dai pretoriani e riconosciuto dal Senato. Nonostante la gelosia e l'avversione dimostrata verso Tito, i primi atti di Domiziano imperatore furono diretti a onorare la memoria del padre e del fratello. La tradizione, come per gli imperatori della casa Giulia, ce lo presenta sotto foschi colorì: in realtà fui imperatore preparato e fornito di buone doti sebbene abbia suscitato odii profondi, volendo essere considerato padrone assoluto dell'Impero.
Condusse spedizioni fortunate in Britannia, in Germania e un'aspra lotta contro i Daci, portò a termine urla guerra suebo-sarmatica e un'altra contro i Quadi e i Marcomanni. Con la guerra contro i Celti di Germania allargò il dominio romano al di là del Reno, ultimando la conquista degli Agri decumates, che furono protetti con la costruzione del limes, un sistema di difesa formato da fosse, palizzate, torri di guardia, fortezze e accampamenti per soldati. Gli insuccessi toccati contro i Daci, la ribellione, poi repressa, di L. Antonio Saturnino, legato della Germama superiore (88-89 d. C.), accrebbero il malcontento dell'aristocrazia romana contro l'imperatore che, fattosi più sospettoso e crudele, finì con l'instaurare un regime di terrore. Dopo varie congiure fallite, nel 96 una cospirazione aristocratica lo fece pugnalare nello stesso palazzo imperiale. Il Senato lo colpì con la damnatio memoriae.
Durante il suo impero Domiziano ebbe cure particolari per l'esercito, cercando di assicurarsene il favore con donativi e con l'aumento dello stipendio a tre aurei all'anno; si interessò molto di Roma e della Italia, costruendo opere pubbliche e restaurando acquedotti e strade; favorì il popolo con distribuzioni alimentari e vigilò gli impiegati dell'amministrazione esigendo da loro integrità.