Età Arcaica - Letteratura Latina

La Storiografia

Scheda di letteratura latina su: La Storiografia

Fabio Pittore e Cincio Alimento:

Grazie all’opera di alcuni membri dell’aristocrazia senatoria, nasce una storiografia romana a carattere annalistico, scritta in greco, poiché a quel tempo era la lingua internazionale. Poche sono le notizie che abbiamo sui primi annalisti ma si ritiene che i fondatori siano Fabio Pittore e Cincio Alimento. Furono rappresentanti dell’aristocrazie e raccontano la storia di Roma dalle origini alla seconda guerra punica. Questi due scrittori scrivono le cronache dei fatti anno per anno. Fabio Pittore apparteneva alla gens Fabia e diede un’interpretazione delle guerre puniche abbastanza filoromana, a differenza della visione filocartaginese che aveva lo storico Filino di Agrigento sulle suddette guerre. Cincio Alimento presenta caratteristiche simili a quelli di Fabio Pittore: comunque era presente un disaccordo sulla data della fondazione di Roma, che la faceva risalire al 729, a differenza di Fabio Pittore, che la collocava nel 747.

Catone e Le Origines:

Catone può essere considerato il più importante degli annalisti e anche il fondatore della prosa tecnica e della storiografia latina, superando la fase dell’annalistica in greco. Catone riesce ad incarnare una categoria antropologica tipicamente romana: infatti in lui possiamo ritrovare la preminenza culturale del passato. A lui si può appunto attribuire un’impronta di impegno stilistico, morale e politico. Le Origines è la sua opera maggiore e sarà destinata ad esercitare la maggiore influenza sugli autori successivi. In quest’opera viene narrata la storia completa di Roma, portata avanti con originalità, non considerando l’aspetto cronologico, poiché raggruppava i fatti che per lui erano più importanti. L’autore racconta dapprima la storia della fondazione e poi narra i fatti più recenti. Questa attenzione verso le origini è un vero e proprio modello di pensiero. Infatti si può riscontrare la convinzione che una comunità deve essere a conoscenza della maniera in cui è stata fondata e delle persone che ci furono all’origine. Si tratta appunto di un modo “diacronico” di affrontare la cultura. Infatti secondo questo modo di pensare le caratteristiche sociali e culturali vanno appunto ricercate nel loro passato. Dopo aver trattato la fondazione, Catone si sofferma a raccontare le grandi guerre che Roma dovette combattere. In seguito alle guerre, la narrazione su cui sposta sulla storia recente. L’autore inoltre attribuiva scarsa importanza alle singole persone che facevano parte dell’aristocrazia: infatti si può notare che non cita mai i nomi dei comandanti, ma soltanto le loro cariche pubbliche. L’originalità che si può riscontrare nell’opera sta nel fondare la storiografia romana in latino: infatti precedentemente era sta trattata solo in greco. Catone infatti non tollerava la scelta fatta dagli annalisti precedenti, dai poeti o dai pontefici di narrare le vicende in greco, ma che invece aveva delle giustificazioni storiche.

Cornelio Sisenna:

Lucio Cornelio Sisenna è considerato il principale storico di età sillana. Egli crea un racconto storico di forma annalistica per un breve periodo di tempo. Sisenna si distingue dall’annalistica contemporanea e si ricollega alla storiografia di Sempronio Asellione e Celio Antipatro. Da Asellione riprende la cura della storia contemporanea, mentre da Antipatro recupera il gusto per la storiografia tragica. Amplifica gli effetti patetici con uno stile influenzato dalla retorica asiana: riunisce infatti gli arcaismi e i neologismi. Sisenna venne anche considerato uno storico tendenzioso a favore di Silla. Inoltre l’autore aveva anche un gusto romanzesco che si può cogliere in un’altra sua opera non storiografica: le Fabule Milesie.