Versione "Le paure della cerva, Scholé, 131" di Esopo

Le paure della cerva, Scholé, 131

Traduzione della Versione "Le paure della cerva, Scholé, 131" di Esopo

Traduzione Italiana

Una volta un cerbiatto diceva ad una cerva: <<Tu, o madre, tu sei per grandezza maggiore di un cane e più veloce e incalzante nel correre verso qualcosa (una preda), e disponi delle corna per difesa; e perché temi così i cani?>>

E quella gli risponde:
<<So bene che ho tutte queste cose, o figlio; e ho riconoscenza fra gli dei soprattutto ad Artemide, essendo d’aiuto agli animali nei mutamenti della vita; ma allorquando sento il latrato di un cane degno di paura, ho il buio agli occhi e volgo in fuga.
O figlio, forse che non conosci un essere vivente più sventurato e infelice di me.>>
E il cerbiatto: <<o madre, abbi coraggio, non lamentarti; il coniglio infatti è di gran lunga più sventurato; dunque il rumore di una foglia che cade mette in fuga il coniglio.>>
Allora la cerva sorride e riconoscente alle dolci parole accoglie affettuosamente il figlio.