Versione "Capitolo 1 - par 1 - 11" di Senofonte

Capitolo 1 - par 1 - 11

Traduzione della Versione "Capitolo 1 - par 1 - 11" di Senofonte

Traduzione Italiana

[1] Da Dario e Parisatide nascono due figli, il maggiore Artaserse, il minore Ciro; Dario, quando si ammalò e presagì la fine della vita, li volle entrambi accanto a sé. [2] Il maggiore si trovava già lì. Ciro viene richiamato dalla regione di cui il padre lo aveva nominato satrapo; lo aveva anche designato comandante di tutte le truppe concentrate a Piana del Castolo. Ciro, dunque, si avvia verso l'interno e porta con sé Tissaferne, che stimava amico, con trecento opliti greci agli ordini di Sennia di Parrasia. [3] Quando Dario muore e Artaserse sale al trono, Tissaferne calunnia Ciro agli occhi del fratello e lo accusa di tramare contro di lui. Artaserse gli dà ascolto e arresta Ciro per metterlo a morte; ma la madre, avendo interceduto, lo rimanda nella regione. [4] Appena partito, dopo il pericolo corso e l'oltraggio subito, medita di non dipendere più dal fratello, ma, se gli riesce, di regnare al suo posto. La madre Parisatide, in effetti, favoriva Ciro, perché lo amava di più del regnante Artaserse. [5] Chiunque venisse a trovarlo da palazzo, Ciro faceva in modo che al momento del congedo fosse più amico suo che del re. Inoltre, curava che i barbari suoi sudditi diventassero soldati valorosi e a lui devoti. [6] E andava raccogliendo truppe greche, nella massima segretezza possibile, per sorprendere il re quanto più impreparato. Così dunque procedeva al reclutamento: nelle città che ospitavano le sue guarnigioni, ordinò a ciascun comandante di raccogliere uomini del Peloponneso, quanto più numerosi e forti, col pretesto che Tissaferne stesse complottando per metter le mani sulle città stesse. Le città della Ionia, infatti, in passato erano state affidate dal re a Tissaferne, ma all'epoca erano passate dalla parte di Ciro, tutte tranne Mileto. [7] Tissaferne, presagendo che a Mileto avessero in animo la stessa manovra, ossia che avessero l'intenzione di passare dalla parte di Ciro, ne uccide alcuni e altri ne manda in esilio. Ciro, accolti i fuorusciti e radunato l'esercito, strinse d'assedio Mileto, per terra e per mare, nel tentativo di ricondurre in patria gli esuli. Era in realtà un'altra scusa per raccogliere truppe. [8] Nelle sue ambasciate al re, poi, andava sostenendo che le città spettavano a lui, che era fratello del sovrano, non certo al dominio di Tissaferne, e la madre appoggiava le sue richieste. Così il re non si accorgeva di essere il bersaglio, ma credeva che il fratello spendesse denaro per allestire un esercito contro Tissaferne. E una guerra tra i due non gli dava affatto fastidio. Tanto più che Ciro continuava a inviare al re i affatto tributi delle città prima in mano a Tissaferne. [9] Un altro esercito era reclutato per lui nel Chersoneso, di fronte ad Abido, nel modo seguente: Clearco era un esule spartano; Ciro ebbe occasione di frequentarlo, nutrì per lui profonda stima e gli concesse diecimila darici. Clearco prese il denaro e, con tali mezzi, allestì un esercito: muovendo dal Chersoneso, attaccava i Traci che abitano al di là dell'Ellesponto, rendendo un grande favore ai Greci, al punto che le città dell'Ellesponto, di loro spontanea volontà, lo sovvenzionavano per il vettovagliamento delle truppe. Così un altro esercito per lui era mantenuto di nascosto. [10] Aristippo il tessalo, uomo a lui legato da vincoli di ospitalità, in patria era messo alle strette da un partito avverso. Si reca da Ciro e gli chiede duemila mercenari e la paga per tre mesi, per avere così la meglio sugli avversari. Ciro gliene dà quattromila e la paga per sei mesi, ma lo prega di non venire a patti con gli avversari prima di essersi consultato con lui. Così anche in Tessaglia teneva nascosto un esercito da lui sovvenzionato. [11] A Prosseno il beota, a lui legato da vincoli di ospitalità, chiede di raccogliere quanti più uomini fosse possibile e di raggiungerlo, con la scusa di voler muovere contro i Pisidi, perché - diceva - recavano molestie al suo territorio.Sofeneto di Stinfalo e Socrate l'acheo, anche loro suoi ospiti, li invitò a raccogliere il maggior numero di soldati e a raggiungerlo, per attaccare Tissaferne, con l'appoggio dei fuorusciti di Mileto. I due eseguirono gli ordini.