Versione di Anonimi

De fabulosis equis

Traduzione della Versione "De fabulosis equis" di Anonimi

Testo Originale Latino

Plurimi sunt equi de quibus antiqui nobis fabulosas narrationes tradiderunt. Graeci narrabant olim fuisse quendam alatum equum, nomine Pegasum, et Bellerophontem eius auxilio interfecisse Chimeram, draconem aspectu foedum et immanitate taeterrima. Dicebant postea Pegasum, ut eum puniret, excussisse et in mare deiecisse Bellerophontem, cum hic ad caelum pervenire cuperet. Lidem Graeci narrabant apud Indos vivere equum album, qui in fronte unum habebat cornu, et credebant nullum venenum nociturum esse iis hominibus, qui ex eo cornu bibissent. Admodum mirae sunt praeterea fabulosae historiae quae pertinent ad Centauros, quos, altera parte homines, altera equos, antiqui homines barbaros putabant. Censeo has fabulosas narrationes initium habuisse post incursiones quarum auctores fuerunt homines qui primi didicerant artem equitandi.

Traduzione Italiana

Molti sono i cavalli su cui gli antichi ci narrano favolose storie. I Greci narravano che una volta c'era un cavallo alato, di nome Pegaso, e che Bellerofonte con il suo aiuto abbia ucciso la Chimera, un drago di tremendo aspetto e di (taeterrima) grandezza. Dicevano poi che Pegaso, per punirlo, avesse spinto e gettato in mare Bellorofonte, desiderando questo giungere al cielo. I Greci narrano poi che (Lidem) presso gli Indi viveva un cavallo bianco, che aveva un corno in mezzo alla fronte, e credevano che vi fosse un veleno mortale per gli uomini che bevessero da quel corno. Oltremodo meravigliose sono le storie che riguardano i Centauri, che, per una parte uomini, per un'altra cavalli, gli antichi credevano barbari. Credo che queste favolose narrazioni abbiano avuto inizio dopo le incursioni di quegli autori che furono uomini che avevano appreso per primi l'arte della equitazione.