Versione di Anonimi

Martino, obiettore di coscienza

Traduzione della Versione "Martino, obiettore di coscienza" di Anonimi

Testo Originale Latino

Iulianus Caesar, cum dimicaturus esset cum irruentibus in Gallias barbaris, donativum statuit erogare militibus. Ut mos est, singuli nomine citabantur, donec ad Martinum ventum est. Tum, opportunum tempus existimans quo peteret missionem, quia non decere arbitrabatur, si militaturus non esset, donativum accipere, "Hactenus - inquit ad imperatorem - militavi tibi; nunc mihi liceat militare Deo. Oportet donativum accipere eum qui pugnaturus sit. Ego Christi miles sum: pugnare mihi non licet; immo pugna recusanda est mihi". Tum vero adversus hanc vocem tyrannus infremuit, dicens eum metu pugnae, quae postero die erat futura, non propter religionem retractare militiam. At Martinus intrepidus: "Si hoc - inquit - ignaviae adscribitur non fidei, cras ante aciem inermis adstabo et in nomine Domini Iesu, signo crucis non clipeo protectus, in hostium cuneos penetrabo securus". Tum damnandum esse Martinum Caesar censuit et imperavit ut eum retruderentin custodiam, quia eum inermem barbaris obiecturus erat. Sed postero die hostes, qui pugnaturi erant, repente sententiam mutant et legatos de pace mittunt.

Traduzione Italiana

Cesare Giuliano, stando per combattere con i feroci barbari in gallia, decise di donare un donativo ai soldati. Come è uso, erano citati i singoli nomi, finchè si arrivò a Martino. Allora, giudicando il tempo opportuno per iniziare la missione, poichè pensava che non fosse decoroso, se non avesse combattuto, prendere il donativo : (Hactenus), disse all'imperatore, ho militato per te, ora mi è lecito militare per dio. E' necessario che quello prenda un donativo per combattere. Io sono soldato di Dio: non mi è lecito combattere, ma deve essere da me rifiutata la battaglia. Allora in verità il tiranno (infremuit), dicendo che quello per paura della battaglia, che si stava per fare nel giorno successivo, non di ritrattare per la religione la milizia. Ma Martino intrepido: se, disse, questo (adscribitur) è attribuito all'ignavia non alla fiducia, domani prima della battaglia starò inerme e nel nome di Diom protetto non dal clipeo ma dal segno della croce, penetrerò sicuro contro i cunei dei nemici. Allora Cesare pensò che Martino non doveva essere condannato e ordinò di (retruderentin) la custodia, poichè stava per essere schiacciato inerme dai barbari. Ma il giorno dopo i nemici che stavano per combattere, all'improvviso cambiano il parere e mandano ambasciatori di pace.