Versione di Cesare

Libro 6 - Par. 29

Traduzione della Versione "Libro 6 - Par. 29" di Cesare

Testo Originale Latino

Caesar postquam per Ubios exploratores comperit Suebos se in silvas recepisse, inopiam frumenti veritus, quod, ut supra demonstravimus, minime omnes Germani agri culturae student, constituit non progredi longius; sed, ne omnino metum reditus sui barbaris tolleret atque ut eorum auxilia tardaret, reducto exercitu partem ultimam pontis, quae ripas Ubiorum contingebat, in longitudinem pedum ducentorum rescindit atque in extremo ponte turrim tabulatorum quattuor constituit praesidiumque cohortium duodecim pontis tuendi causa ponit magnisque eum locum munitionibus firmat. Ei loco praesidioque C. Volcacium Tullum adulescentem praeficit. Ipse, cum maturescere frumenta inciperent, ad bellum Ambiorigis profectus per Arduennam silvam, quae est totius Galliae maxima atque ab ripis Rheni finibusque Treverorum ad Nervios pertinet milibusque amplius quingentis in longitudinem patet, L. Minucium Basilum cum omni equitatu praemittit, si quid celeritate itineris atque opportunitate temporis proficere possit; monet ut ignes in castris fieri prohibeat, ne qua eius adventus procul significatio fiat; sese confestim subsequi dicit.

Traduzione Italiana

Cesare dopo che venne a sapere attraverso gli esploratori Ubi che gli Svevi si erano ritirati nelle selve, temendo la scarsità di vettovagliamento, perché, come prima dicemmo, i Germani non praticano minimamente l’agricoltura, decise di non avanzare più a lungo; ma, per non togliere completamente ai barbari la paura di un suo ritorno e per ritardare i loro aiuti, riportato indietro l’esercito taglia l’ultima parte del ponte, che toccava le rive degli Ubi per la lunghezza di duecento piedi ed all’estremità del ponte costruisce una torre di quattro piani e pone una guarnigione di dodici coorti per custodire il ponte e rafforza quel luogo con grandi fortificazioni.Mette a capo di quella postazione e guarnigione C. Volcacio Tullo il giovane.Egli, poiché i cereali cominciavano a maturare, partito per la guerra di Ambiorige attraverso la selva Ardenna, che è la maggiore di tutta la Gallia e si estende dalle rive del Reno ed i territori dei Treveri fino ai Nervi e si espande per più di cinquecento miglia in lunghezza, manda avanti L. Minucio Basilo con tutta la cavalleria, se potesse guadagnare qualcosa con la velocità della marcia e l’opportunità dell’occasione; dispone che vieti si facciano fuochi negli accampamenti, perché da lontano non si faccia una qualche segnalazione del suo arrivo; dice che lui segue subito.