Versione di Cicerone

Libro 1, par. 11

Catilinarie di Cicerone, versione di latino tradotta: traduzione del libro I, paragrafo 11.

Testo Originale Latino

CATILINARIE DI CICERONE, VERSIONE DI LATINO TRADOTTA - TESTO LATINO. Magna dis inmortalibus habenda est atque huic ipsi Iovi Statori, antiquissimo custodi huius urbis, gratia, quod hanc tam taetram, tam horribilem tamque infestam rei publicae pestem totiens iam effugimus. Non est saepius in uno homine summa salus periclitanda rei publicae. Quamdiu mihi consuli designato, Catilina, insidiatus es, non publico me praesidio, sed privata diligentia defendi. Cum proximis comitiis consularibus me consulem in campo et competitores tuos interficere voluisti, compressi conatus tuos nefarios amicorum praesidio et copiis nullo tumultu publice concitato; denique, quotienscumque me petisti, per me tibi obstiti, quamquam videbam perniciem meam cum magna calamitate rei publicae esse coniunctam.

Traduzione Italiana

CATILINARIE DI CICERONE, VERSIONE DI LATINO - TRADUZIONE. Bisogna elevare grandi ringraziamenti agli dei immortali e a questo stesso Giove Statore,antichissimo protettore della nostra città, perché siamo sfuggiti ad una così tetra,così orribile,così perniciosa pestilenza della nostra Repubblica.Molto spesso non bisogna rischiare per un solo uomo la salvezza della Repubblica.Quando tu,o Catilina,hai attentato a me,quale Console designato,mi sono difeso non con le forze pubbliche,ma con la mia privata accortezza.Quando,nell’approssimarsi dei comizi consolari,tu decidesti di uccidere me e tutti i tuoi avversari,respinsi i tuoi nefandi tentativi con le forze e con gli uomini degli amici,senza sollevare alcun tumulto pubblico;infine,ogni qualvolta mi aggredivi,mi ti sono opposto da me solo,benchè ritenessi che la mia rovina si accompagnava alla grande sventura della Repubblica.