Versione di Cicerone

Libro 1, par. 15

Catilinarie di Cicerone, versione di latino tradotta: traduzione del libro I, paragrafo 15.

Testo Originale Latino

CATILINARIE DI CICERONE, VERSIONE DI LATINO TRADOTTA - TESTO LATINO. Potestne tibi haec lux, Catilina, aut huius caeli spiritus esse iucundus, cum scias esse horum neminem, qui nesciat te pridie Kalendas Ianuarias Lepido et Tullo consulibus stetisse in comitio cum telo, manum consulum et principum civitatis interficiendorum causa paravisse, sceleri ac furori tuo non mentem aliquam aut timorem tuum sed fortunam populi Romani obstitisse? Ac iam illa omitto--neque enim sunt aut obscura aut non multa commissa postea--quotiens tu me designatum, quotiens consulem interficere conatus es! quot ego tuas petitiones ita coniectas, ut vitari posse non viderentur, parva quadam declinatione et, ut aiunt, corpore effugi! nihil [agis, nihil] adsequeris [, nihil moliris] neque tamen conari ac velle desistis.

Traduzione Italiana

CATILINARIE DI CICERONE, VERSIONE DI LATINO - TRADUZIONE. Come potrebbero esserti lieti questa luce,o Catilina,o lo spirito di questo cielo,sapendo che non c’è alcuno fra questi il quale ignori che il giorno precedente le Calende di gennaio (31 dicembre),essendo Consoli Lepido e Tullio,tu hai partecipato armato ai comizi,preparando uomini per l’uccisione dei Consoli e degli ottimati della città,e che si sono opposti al tuo delittuoso furore non un preciso disegno o una tua preoccupazione ,bensì la fortuna del popolo romano? E tralascio anche di ricordare – ciò che non è oscuro o di poco conto- quante volte tu hai tentato di uccidermi o quale Console designato o quale Console ! Quanti tuoi colpi , lanciati in modo da non potere essere evitati, io respinsi con una piccola diversione e ,come dicono,col corpo! Non hai nulla,non hai fatto nulla,non hai ottenuto nulla,e tuttavia non desisti dal tentare e dal volere.