Versione di Cicerone

Libro 3, Par. 19

Traduzione della Versione "Libro 3, Par. 19" di Cicerone

Testo Originale Latino

Nam profecto memoria tenetis Cotta et Torquato consulibus complures in Capitolio res de caelo esse percussas, cum et simulacra deorum depulsa sunt et statuae veterum hominum deiectae et legum aera liquefacta et tactus etiam ille, qui hanc urbem condidit, Romulus, quem inauratum in Capitolio parvum atque lactantem uberibus lupinis inhiantem fuisse meministis. Quo quidem tempore cum haruspices ex tota Etruria convenissent, caedes atque incendia et legum interitnm et bellum civile ac domesticum et totius urbis atque imperii oecasum adpropinquare dixerunt, nisi di inmortales omni ratione placati suo numine prope fata ipsa flexissent.

Traduzione Italiana

Infatti ricorderete che, sotto il consolato di Cotta e Torquato, in Campidoglio molte cose furono colpite dal cielo, i simulacri degli dei divelti, le statue degli antenati abbattute, le tavole di bronzo delle leggi liquefatte, e ne fu percosso anche colui che fondò questa città, Romolo, che ricorderete era stato riprodotto in oro nel Campidoglio, piccolo ed allattato poppante dalle mammelle della lupa. In quel tempo, essendo convenuti aruspici da tutta l’Etruria, dissero che si avvicinavano stragi ed incendi, la scomparsa delle leggi, una guerra civile intestina ed il tramonto di tutta la città e dell’Impero, a meno che gli dei immortali, soddisfatti di ogni pretesa, avessero, con la propria forza, mutato il corso degli eventi.