Versione di Cicerone

Libro 3, Par. 28

Traduzione della Versione "Libro 3, Par. 28" di Cicerone

Testo Originale Latino

Est enim in nobis is animus, Quirites, ut non modo nullius audaciae cedamus, sed etiam omnis in probos ultro semper lacessamus. Quodsi omnis impetus domesticorum hostium depulsus a vobis se in me unum convorterit, vobis erit videndum, Quirites, qua condicione posthac eos esse velitis, qui se pro salute vestra obtulerint invidiae periculisque omnibus; mihi quidem ipsi quid est quod iam ad vitae fructum possit adquiri, cum praesertim neque in honore vestro neque in gloria virtutis quicquam videam altius, quo mihi lubeat ascendere?

Traduzione Italiana

Noi, o Quiriti, abbiamo in animo non solo di non cedere di fronte alle pretese di chiunque, ma anche di sfidare sempre ed ulteriormente gli indegni. Che se tutta la forza d’urto dei nemici interni, allontanata da voi, si dirigerà contro di me solo, dovete stabilire, o Quiriti, in quale condizione volete che vengano a trovarsi coloro che, per la vostra salvezza, hanno affrontato odii e pericoli d’ogni sorta;per me, che cosa c’è che io possa ancora conseguire a complemento della vita, soprattutto quando attualmente io non vedo nulla, nella vostra considerazione e nella gloria del valore, di più alto dove mi sia consentito di accedere?