Versione di Cicerone

Libro 4, Par. 11

Traduzione della Versione "Libro 4, Par. 11" di Cicerone

Testo Originale Latino

Quam ob rem, sive hoc statueritis, dederitis mihi comitem ad contionem populo carum atque iucundum, sive Silani sententiam sequi malueritis, facile me atque vos a crudelitatis vituperatione populo Romano purgabo atque obtinebo eam multo leniorem fuisse. Quamquam, patres conscripti, quae potest esse in tanti sceleris inmanitate punienda crudelitas? Ego enim de meo sensu iudico. Nam ita mihi salva re publica vobiscum perfrui liceat, ut ego, quod in hac causa vehementior sum, non atrocitate animi moveor (quis enim est me mitior?), sed singulari quadam humanitate et misericordia. Videor enim mihi videre hanc urbem, lucem orbis terrarum atque arcem omnium gentium, subito uno incendio concidentem, cerno animo sepulta in patria miseros atque insepultos acervos civium, versatur mihi ante oculos aspectus Cethegi et furor in vestra caede bacchantis.

Traduzione Italiana

Perciò, se deciderete così, mi darete un compagno caro e gradito al popolo; se, invece, preferirete seguire l’opinione di Silano, facilmente liberererò me e voi dall’accusa di crudeltà da parte del popolo romano e farò sì che essa sia considerata molto meno grave. Benchè, o Padri coscritti, quale crudeltà potrebbe essere punibile di fronte all’ enormità di sì grande delitto? Io giudico secondo la mia coscienza. Infatti, se mi sarà consentito di godere insieme a voi della salvezza della Repubblica, io, che in questa causa sono molto più aggressivo, non mi sento mosso da durezza d’animo (chi è più mite di me?), ma da una particolare umanità e misericordia. Mi sembra infatti di vedere questa città, la luce di tutta la terra, la roccaforte di tutte le genti, crollata di colpo in un unico incendio, scorgo con la mente, nella Patria distrutta, i cadaveri miseri ed insepolti dei cittadini, mi si para davanti agli occhi la figura di Cetego e la sua furia di baccante sulla vostra strage.