Versione di Cicerone

Paragrafo 98

Traduzione della Versione "Paragrafo 98" di Cicerone

Testo Originale Latino

Omnino est amans sui virtus; optime enim se ipsa novit, quamque amabilis sit, intellegit. Ego autem non de virtute nunc loquor sed de virtutis opinione. Virtute enim ipsa non tam multi praediti esse quam videri volunt. Hos delectat assentatio, his fictus ad ipsorum voluntatem sermo cum adhibetur, orationem illam vanam testimonium esse laudum suarum putant. Nulla est igitur haec amicitia, cum alter verum audire non vult, alter ad mentiendum paratus est. Nec parasitorum in comoediis assentatio faceta nobis videretur, nisi essent milites gloriosi. Magnas vero agere gratias Thais mihi? Satis erat respondere: 'magnas'; 'ingentes' inquit. Semper auget assentator id, quod is cuius ad voluntatem dicitur vult esse magnum.

Traduzione Italiana

Insomma, la virtù è, sì, amante di se stessa: infatti, benissimo ella si conosce e sa quanto sia amabile. Ma ora io non parlo della virtù, ma della parvenza di virtù. Della reale virtù, infatti, molti vogliono non tanto essere quanto sembrare dotati. A questi fa piacere l'adulazione; costoro, quando si rivolge ad essi un discorso foggiato unicamente così da far loro piacere, pensano che quelle vane ciance siano testimonianza dei meriti loro. Non c'è dunque affatto amicizia, quando l'uno non vuol udire la verità, l'altro è pronto a mentire. E non ci sembrerebbe faceta l'adulazione dei parassiti nelle commedie, se non ci fossero soldati fanfaroni. Davvero mi ringrazia Taide grandemente? Era sufficiente rispondere: «Grandemente»; dice: «Immensamente». Sempre accresce l'adulatore la cosa, che quello, secondo la cui volontà è detta, vuole già che sia grande.