Versione di Cicerone

Libro 2, Paragrafo 4

Traduzione della Versione "Libro 2, Paragrafo 4" di Cicerone

Testo Originale Latino

Atticus: Ego vero tibi istam iustam causam puto cur huc libentius venias atque hunc locum diligas. Quin ipse vere dicam sum illi villae amicior modo factus atque huic omni solo in quo tu ortus et procreatus es. Movemur enim nescio quo pacto locis ipsis in quibus eorum quos diligimus aut admiramur adsunt vestigia. Me quidem ipsae illae nostrae Athenae non tam operibus magnificis exquisitisque antiquorum artibus delectant quam recordatione summorum virorum ubi quisque habitare ubi sedere ubi disputare sit solitus studioseque eorum etiam sepulcra contemplor. Quare istum ubi tu es natus plus amabo posthac locum. Marcus: Gaudeo igitur me incunabula paene mea tibi ostendisse.

Traduzione Italiana

Attico: - Io prendo per buono questo motivo, perché tu vieni qui più volentieri e prediligi questi posti; anzi, a dirti la verità, anch'io ora sono diventato più affezionato a quella villa e a tutta questa terra, in cui tu sei stato procreato e sei venuto alla luce. Noi infatti, non so perché, siamo commossi da quei luoghi, i quali conservano le tracce di coloro che amiamo o ammiriamo. Quella nostra stessa Atene ci allieta non tanto per le opere magnifiche e deliziose degli antichi quanto per il ricordo di grandissimi personaggi, e del luogo dove ciascuno era solito abitare, soffermarsi, discutere; con grande affetto io ne contemplo anche i sepolcri. Perciò d'ora in poi amerò ancora di più questo luogo dove sei nato. Marco: - Sono lieto di averti mostrato quella che è quasi la mia culla.