Versione di Cicerone

Libro 3, Paragrafo 10

Traduzione della Versione "Libro 3, Paragrafo 10" di Cicerone

Testo Originale Latino

'Omnes magistratus auspicium iudiciumque habento exque is senatus esto. Eius decreta rata sunto. At potestas par maiorve prohibessit perscripta servanto.' 'Is ordo vitio vacato ceteris specimen esto.' 'Creatio magistratuum iudicia populi iussa vetita cum cosciscentur suffragia optumatibus nota plebi libera sunto.' 'Ast quid erit quod extra magistratus coerari oesus sit qui coeret populus creato eique ius coerandi dato. 'Cum populo patribusque agendi ius esto consuli praetori magistro populi equitumque eique quem patres prodent consulum rogandorum ergo; tribunisque quos sibi plebes creassit ius esto cum patribus agendi; idem ad plebem quod oesus erit ferunto.' 'Quae cum populo quaeque in patribus agentur modica sunto.'

Traduzione Italiana

]" Tutti i magistrati abbiano potere di trarre auspici e di giudicare, ed il senato sia costituito da questi; i suoi decreti siano irrevocabili; ma in caso di opposizione di un potere pari o maggiore, vengano conservati per iscritto." "L'ordine senatorio sia esente da difetti, sia di esempio agli altri." "L'elezione dei magistrati, le deliberazioni del popolo, i precetti e i divieti quando sono confermabili con voto, siano noti agli ottimati e liberi alla plebe." " Ma se vi sarà qualcosa che sia utile curare al di fuori dei magistrati, il popolo nomini chi se ne curi e gliene conferisca il diritto." "Il console, il pretore, il maestro del popolo e dei cavalieri e colui che i senatori presenteranno per la nomina dei consoli, abbiano il diritto di trattare col popolo e col senato; ed i tribuni che la plebe ha creato per sé, abbiano diritto di trattare col senato; ed i medesimi riferiscano alla plebe ciò che sarà necessario." "Le proposte fatte al popolo ed ai senatori siano moderate."