Versione di Cicerone

Filippica 14, Paragrafo 12

Traduzione della Versione "Filippica 14, Paragrafo 12" di Cicerone

Testo Originale Latino

Placet igitur mihi patres conscripti legionis Martiae militibus et eis qui una pugnantes occiderint monumentum fieri quam amplissimum. Magna atque incredibilia sunt in rem publicam huius merita legionis. Haec se prima latrocinio abrupit Antoni haec tenuit Albam haec se ad Caesarem contulit hanc imitata quarta legio parem virtutis gloriam consecuta est. Quarta victrix desiderat neminem; ex Martia non nulli in ipsa victoria conciderunt. O fortunata mors quae naturae debita pro patria est potissimum reddita! Vos vero patriae natos iudico quorum etiam nomen a Marte est ut idem deus urbem hanc gentibus vos huic urbi genuisse videatur. In fuga foeda mors est in victoria gloriosa. Etenim Mars ipse ex acie fortissimum quemque pignerari solet. Illi igitur impii quos cecidistis etiam ad inferos poenas parricidii luent vos vero qui extremum spiritum in victoria effudistis piorum estis sedem et locum consecuti. Brevis a natura vita vobis data est at memoria bene redditae vitae sempiterna. Quae si non esset longior quam haec vita quis esset tam amens qui maximis laboribus et periculis ad summam laudem gloriamque contenderet? ctum igitur praeclare vobiscum fortissimi dum vixistis nunc vero etiam sanctissimi milites quod vestra virtus neque oblivione eorum qui nunc sunt nec reticentia posterorum sepulta esse poterit cum vobis inmortale monumentum suis paene manibus senatus populusque Romanus exstruxerit. Multi saepe exercitus Punicis Gallicis Italicis bellis clari et magni fuerunt nec tamen ullis tale genus honoris tributum est. Atque utinam maiora possemus quandoquidem a vobis maxima accepimus! Vos ab urbe furentem Antonium avertistis vos redire molientem reppulistis. Erit igitur exstructa moles opere magnifico incisaeque litterae divinae virtutis testes sempiternae numquam de vobis eorum qui aut videbunt vestrum monumentum aut audient gratissimus sermo conticescet. Ita pro mortali condicione vitae inmortalitatem estis consecuti.

Traduzione Italiana

Dunque ho deciso, o senatori, di realizzare il monumento più grande possibile per i soldati della legione Marzia e per coloro che sono morti combattendo insieme. Grandi e incredibili sono i meriti di questa legione nei confronti dello Stato. Questa per prima si liberò dalla rapina di Antonio, questa occupò Alba, questa si recò presso Cesare e imitando questa, di pari valore. la quarta legione conseguì la gloria. La quarta, vittoriosa, non lamenta la perdita di nessuno; dalla legione Marzia, invece, alcuni caddero insieme perfino nella vittoria. O morte propizia, che, pur essendo dovuta alla natura, è soprattutto data per la patria. In verità vi ritengo figli della patria, il cui nome viene anche da Marte, in modo che sembri che lo stesso dio abbia generato questa città per i popoli e voi per questa città. La morte è turpe nella fuga ma gloriosa nella vittoria. E infatti Marte in persona suole prendersi i più valorosi in battaglia. Dunque gli empi, che voi avete ucciso, pagheranno il fio per parricidio anche negli Inferi, mentre voi, che avete esalato l’ultimo respiro nella vittoria, avete raggiunto le sedi e i luoghi dei pii. Vi è stata concessa dalla natura una vita breve, ma pure la memoria perenne di una vita resa bene. Se essa non fosse più lunga di questa vita, chi sarebbe tanto folle da competere per la massima lode e gloria con i più grandi pericoli e fatiche. Dunque è andata benissimo per voi, o fortissimi, finché avete vissuto, ma ancora venerandissimi, perché il vostro valore non potrà essere sepolto né dall’oblio di coloro che ora esistono né dal silenzio dei posteri, dato che il senato e il popolo romano hanno costruito, quasi con le proprie mani, un monumento imperituro per voi. Spesso vi furono molti eserciti illustri e potenti durante le guerre contro i Cartaginesi, i Galli e gli Italici; tuttavia, tal genere di onore non fu tributato a nessuno di loro. Oh, se potessimo , dal momento che da voi abbiamo ricevuto le cose più grandi! Voi avete scacciato dalla città il furioso Antonimo, voi lo avete respinto mentre si accingeva a tornare. Sarà dunque innalzato un edificio gigantesco di straordinaria fattura e vi saranno incise lettere divine, eterni testimoni di valore; mai tacerà il discorso assai riconoscente su di voi da parte di coloro che o vedranno il vostro monumento o ne sentiranno parlare. Così otterrete l’immortalità in luogo della condizione mortale della vita.