Versione di Cicerone

Paragrafo 22

Traduzione della Versione "Paragrafo 22" di Cicerone

Testo Originale Latino

Carus fuit Africano superiori noster Ennius itaque etiam in sepulcro Scipionum putatur is esse constitutus ex marmore. At eis laudibus certe non solum ipse qui laudatur sed etiam populi Romani nomen ornatur. In caelum huius proavus Cato tollitur: magnus honos populi Romani rebus adiungitur. Omnes denique illi Maximi Marcelli Fulvii non sine communi omnium nostrum laude decorantur. Ergo illum qui haec fecerat Rudinum hominem maiores nostri in civitatem receperunt: nos hunc Heracliensem multis civitatibus expetitum in hac autem legibus constitutum de nostra civitate eiciemus?

Traduzione Italiana

Caro fu all'Africano maggiore il nostro Ennio e proprio per questo si pensa che il suo busto di marmo fu collocato sulla tomba degli Scipioni. E certamente quelle lodi non onorano soltanto colui che le riceve, ma anche i meriti del popolo romano. Ennio leva sino al cielo le lodi di Catone, antenato di questo qui presente: grande onore s'aggiunge alle imprese dei popolo romano. E, infine, tutti quei famosi personaggi, i vari Massimo, Marcello, Fulvio, sono celebrati non senza che ne torni gloria a tutti noi. Dunque, i nostri antenati concessero la cittadinanza a colui che aveva fatto tutto ciò, all'uomo di Rudie: e noi dovremmo privare della nostra cittadinanza questo cittadino di Eraclea, richiesto da molte città, ma qui stabilitosi secondo le leggi di Roma?