Versione di Cicerone

Paragrafo 38

Traduzione della Versione "Paragrafo 38" di Cicerone

Testo Originale Latino

Huic tristi ac derecto seni responderet Caelius se nulla cupiditate inductum de via decessisse. Quid signi? Nulli sumptus nulla iactura nulla versura. At fuit fama. Quotus quisque istam effugere potest in tam maledica civitate? Vicinum eius mulieris miraris male audisse cuius frater germanus sermones iniquorum effugere non potuit? Leni vero et clementi patre cuius modi ille est: Fores ecfregit restituentur; discidit Vestem resarcietur Caeli causa est expeditissima. Quid enim esset in quo se non facile defenderet? Nihil iam in istam mulierem dico; sed si esset aliqua dissimilis istius quae se omnibus pervolgaret quae haberet palam decretum semper aliquem cuius in hortos domum Baias iure suo libidines omnium commearent quae etiam aleret adulescentes et parsimoniam patrum suis sumptibus sustentaret; si vidua libere proterva petulanter dives effuse libidinosa meretricio more viveret adulterum ego putarem si quis hanc paulo liberius salutasset?

Traduzione Italiana

A questo vecchio amaro e rigido, Celio potrebbe rispondere di non avere mai sviato per nessuna passione. La prova? Eccola: nessun lusso, nessun dissesto, nessun debito. Eppure se n'è parlato. Ma chi può evitare le chiacchiere in una città maldicente come Roma? Può forse sorprendere che fioriscano delle malignità sul vicino di casa di quella donna, quando neppure il suo fratello germano ha potuto sfuggire alle male lingue? Con un padre, invece, più sereno e indulgente, con uno di quelli che dicono: «Ha sfondato le porte? Si aggiusteranno. Ha lacerato la veste? Si riparerà», la causa del figlio è bell'e vinta. Che cosa rimarrebbe, infatti, di cui non gli sia facile scolparsi? Io non parlo ora più di quella donna: ma se un'altra ce ne fosse - diversa da questa - che si conceda a tutti; che faccia bella mostra dell'amante scelto di volta in volta; nel giardino, nella casa, nel bagno della quale abbiano libero ingresso le concupiscenze di tutti; che mantenga qualche giovanotto e compensi le taccagnerie paterne con la prodigalità; se costei, vedova, vivesse in piena libertà; sfrontata, senza sfreni; ricca, con ogni sperpero; libidinosa, a modo di meretrice: dovrei io giudicare adultero colui che trattasse questa donna con una certa confidenza di troppo?