Versione di Cicerone

Paragrafo 38

Traduzione della Versione "Paragrafo 38" di Cicerone

Testo Originale Latino

Quid simile Milonis? cuius vis omnis haec semper fuit ne P. Clodius cum in iudicium detrahi non posset vi oppressam civitatem teneret. Quem si interficere voluisset quantae quotiens occasiones quam praeclarae fuerunt! Potuitne cum domum ac deos penatis suos illo oppugnante defenderet iure se ulcisci? Potuitne civi egregio et viro fortissimo P. Sestio conlega suo volnerato? Potuitne Q. Fabricio viro optimo cum de reditu meo legem ferret pulso crudelissima in foro caede facta ? Potuitne L. Caecili iustissimi fortissimique praetoris oppugnata domo? Potuitne illo die cum est lata lex de me; cum totius Italiae concursus quem mea salus concitarat facti illius gloriam libens agnovisset ut etiam si id Milo fecisset cuncta civitas eam laudem pro sua vindicaret?

Traduzione Italiana

In Milone, che cosa c'è di simile? Tutta la sua violenza è stata sempre diretta a evitare che Publio Clodio, visto che non lo si poteva trascinare in tribunale, tiranneggiasse Roma con la violenza. Se avesse voluto ucciderlo, quali e quante eccellenti occasioni gli si sarebbero presentate! Non avrebbe potuto vendicarsi a buon diritto, allorché difendeva dai suoi assalti la casa e i penati? Non avrebbe potuto farlo quando venne ferito il suo collega Publio Sestio, uomo egregio e coraggiosissimo? o quando l'ottimo Quinto Fabrizio, presentatore di una legge sul mio ritorno, fu cacciato dopo un'orribile strage nel foro? o quando fu assalita la casa di Lucio Cecilio, pretore di altissima equità e coraggio? o il giorno in cui fu presentata una legge che mi riguardava, quando la gente accorsa da ogni parte d'Italia, perché attirata dalla notizia della mia salvezza, avrebbe apprezzato la gloria di quel fatto al punto che, pur se l'avesse compiuto Milone, la città intera ne avrebbe rivendicato il merito?