Versione di Cicerone

Paragrafo 40

Traduzione della Versione "Paragrafo 40" di Cicerone

Testo Originale Latino

Tamen se Milo continuit, et P. Clodium in iudicium bis, ad vim numquam vocavit. Quid? privato Milone et reo ad populum accusante P. Clodio, cum in Cn. Pompeium pro Milone dicentem impetus factus est, quae tum non modo occasio, sed etiam causa illius opprimendi fuit! Nuper vero cum M. Antonius summam spem salutis bonis omnibus attulisset, gravissimamque adulescens nobilissimus rei publicae partem fortissime suscepisset, atque illam beluam, iudici laqueos declinantem, jam inretitam teneret, qui locus, quod tempus illud, di immortales, fuit! cum se ille fugiens in scalarum tenebris abdidisset, magnum Miloni fuit conficere illam pestem nulla sua invidia, M. vero Antoni maxima gloria?

Traduzione Italiana

Milone, in quella occasione, si trattenne e citò Publio Clodio in giudizio due volte, senza provocarlo mai al combattimento. E allora? Quando Milone ritornò a essere un privato cittadino e Publio Clodio gli scagliò contro accuse davanti al popolo, quando fu assalito Gneo Pompeo che parlava in difesa dell'amico, allora sarebbe stata non solo una splendida occasione, ma anche un ragionevole motivo per eliminarlo! Qualche tempo fa, poi, quando Marco Antonio rappresentò la più grande speranza di salvezza per tutte le persone oneste, e, giovane dai nobilissimi natali, si assunse con tanta risolutezza una gravissima responsabilità nei confronti dello stato, e già teneva nelle reti quella belva, che tentava di sfuggire ai lacci di un'azione giudiziaria, quale opportunità, dèi immortali, quale occasione favorevole fu quella! Quando Clodio, fuggendo, riuscì a nascondersi nel buio di un sottoscala, sarebbe stato molto facile per Milone uccidere quel flagello di uomo senza attirare su di sé alcuna inimicizia, ma anzi attirando grande gloria su Marco Antonio?