Versione di Cicerone

Dite rapisce Proserpina

Traduzione della Versione "Dite rapisce Proserpina" di Cicerone

Testo Originale Latino

Henna autem ubi ea quae dico gesta esse memorantur est loco perexcelso atque edito quo in summo est aequata agri planities et aquae perennes tota vero ab omni aditu circumcisa atque directa est; quam circa lacus lucique sunt plurimi atque laetissimi flores omni tempore anni locus ut ipse raptum illum virginis quem iam a pueris accepimus declarare videatur. Etenim prope est spelunca quaedam conversa ad aquilonem infinita altitudine qua Ditem patrem ferunt repente cum curru exstitisse abreptamque ex eo loco virginem secum asportasse et subito non longe a Syracusis penetrasse sub terras lacumque in eo loco repente exstitisse ubi usque ad hoc tempus Syracusani festos dies anniversarios agunt celeberrimo virorum mulierumque conventu. Propter huius opinionis vetustatem quod horum in his locis vestigia ac prope incunabula reperiuntur deorum mira quaedam tota Sicilia privatim ac publice religio est Cereris Hennensis. Etenim multa saepe prodigia vim eius numenque declarant; multis saepe in difficillimis rebus praesens auxilium eius oblatum est ut haec insula ab ea non solum diligi sed etiam incoli custodirique videatur. Nec solum Siculi verum etiam ceterae gentes nationesque Hennensem Cererem maxime colunt. Etenim si Atheniensium sacra summa cupiditate expetuntur ad quos Ceres in illo errore venisse dicitur frugesque attulisse quantam esse religionem convenit eorum apud quos eam natam esse et fruges invenisse constat?

Traduzione Italiana

In verità Enna, dove si racconta che accaddero quelle imprese di cui parlo, si trova su un’altura molto elevata, sulla cui sommità è stata spianata una pianura e vi sono acque perenni; inoltre è interamente inaccessibile e scoscesa. Vicino a Enna vi sono moltissimi laghi e boschi e fiori molto rigogliosi in ogni stagione dell’anno, a tal punto che il luogo stesso sembra manifestare il famoso rapimento della vergine (Proserpina), che già abbiamo appreso fin dall’infanzia. E infatti nelle vicinanze vi è una grotta rivolta a settentrione di straordinaria profondità, nella quale dicono che il padre Dite improvvisamente si sia mostrato con il carro e, dopo aver rapito la vergine da quel luogo, l’abbia portata via con sé e all’improvviso, non lontano da Siracusa, sia sprofondato sottoterra; inoltre (dicono che) improvvisamente in quel luogo si sia formato un lago, dove fino a questo momento i Siracusani celebrano le feste annuali con una numerosissima folla di uomini e donne. A causa dell’antichità di questa opinione, secondo la quale in questi luoghi si trovano tracce e quasi i luoghi di nascita degli dei, in tutta la Sicilia c’è il culto di Cerere di Enna, privatamente e pubblicamente. E infatti spesso molti prodigi mostrano la potenza e l’autorità di questa; spesso in molte situazioni difficili viene offerto un efficace aiuto da parte sua (Cerere), cosicché sembra che questa isola non solo sia amata, ma anche abitata e protetta da questa (Cerere). Non solo i Siculi, ma anche tutte le altre etnie e popolazioni venerano moltissimo Cerere di Enna. Difatti, se si ricercano con vivissimo desiderio i riti degli Ateniesi, presso i quali si dice che Cerere sia giunta durante la famosa peregrinazione e abbia portato i cereali, quanta devozione è naturale che vi sia da parte di quelli presso i quali è chiaro che lei (Cerere) nacque e scoprì (la coltivazione dei) cereali?