Versione di Cornelio Nepote

Paragrafo 7

Traduzione della Versione "Paragrafo 7" di Cornelio Nepote

Testo Originale Latino

Sine dubio post Leuctricam pugnam Lacedaemonii se numquam refecerunt neque pristinum imperium recuperarunt cum interim numquam Agesilaus destitit quibuscumque rebus posset patriam iuvare. Nam cum praecipue Lacedaemonii indigerent pecunia ille omnibus qui a rege defecerant praesidio fuit; a quibus magna donatus pecunia patriam sublevavit. Atque in hoc illud in primis fuit admirabile cum maxima munera ei ab regibus ac dynastis civitatibusque conferrentur quod nihil umquam domum suam contulit nihil de victu nihil de vestitu Laconum mutavit. Domo eadem fuit contentus qua Eurysthenes progenitor maiorum suorum fuerat usus; quam qui intrarat nullum signum libidinis nullum luxuriae videre poterat contra ea plurima patientiae atque abstinentiae: sic enim erat instructa ut in nulla re differret cuiusvis inopis atque privati.

Traduzione Italiana

Senza dubbio dopo la battaglia di Leuttra gli Spartani non si riebbero più e non riacquistarono l'egemonia di prima; ma nel frattempo Agesilao giammai desisté di recare aiuto alla patria con tutti i mezzi che potesse. Gli Spartani, per esempio, avevano assoluto bisogno di denaro; egli allora andò in soccorso di tutti quelli che si erano ribellati al re; ne ebbe in compenso molto denaro e recò sollievo alla patria. Ed a questo proposito, fu soprattutto degno di ammirazione il fatto che quantunque fossero recati a lui ricchissimi doni dai re e dai dinasti e dalle città, egli mai nulla si portò a casa sua, nulla mutò del tenore di vita, nulla del modo di vestire degli Spartani. Visse contento in quella stessa casa nella quale era vissuto Euristene, il capostipite dei suoi antenati; chi vi entrava non poteva scorgerci alcun segno di mollezza, né di lusso, invece moltissimi invece di austerità e di frugalità. Era infatti così messa che non differiva in nulla da quella di qualsiasi povero e privato cittadino