Versione di Cornelio Nepote

Paragrafo 22

Traduzione della Versione "Paragrafo 22" di Cornelio Nepote

Testo Originale Latino

Hac oratione habita tanta constantia vocis atque vultus ut non ex vita sed ex domo in domum videretur migrare cum quidem Agrippa eum flens atque osculans oraret atque obsecraret ne id quod natura cogeret ipse quoque sibi acceleraret et quoniam tum quoque posset temporibus superesse se sibi suisque reservaret preces eius taciturna sua obstinatione depressit. Sic cum biduum cibo se abstinuisset subito febris decessit leviorque morbus esse coepit. Tamen propositum nihilo setius peregit. Itaque die quinto postquam id consilium inierat pridie Kalendas Aprilis Cn. Domitio C. Sosio consulibus decessit. Elatus est in lecticula ut ipse praescripserat sine ulla pompa funeris comitantibus omnibus bonis maxima vulgi frequentia. Sepultus est iuxta viam Appiam ad quintum lapidem in monumento Q. Caecilii avunculi sui.

Traduzione Italiana

Disse queste parole con tanta fermezza di voce e di volto da sembrare che migrasse non dalla vita, ma da una dimora ad un'altra, . mentre Agrippa piangendo e baciandolo lo pregava e lo scongiurava che non affrettasse a sé quello che la natura imponeva e, poiché anche allora poteva superare la crisi, si mantenesse per sé e per i suoi; ma egli rese vane le sue preghiere con la sua taciturna ostinazione. .Così non prese cibo per due giorni e d'improvviso la febbre sparì e la malattia cominciò a migliorare; ma non per questo rinunziò a mandare ad effetto il suo proponimento. Così cinque giorni dopo aver preso quella decisione, il giorno prima delle calende di aprile, essendo consoli Gn. Domizio e Gaio Sosio, spirò. . Fu portato al funerale su una lettiga comune, come aveva egli stesso indicato, senza alcuna pompa funebre, accompagnato da tutti i buoni, tra la folla innumerevole del volgo. Fu sepolto lungo la via Appia, al quinto miglio, nel monumento di Q. Cecilio, suo zio materno.