Versione di Cornelio Nepote

Annibale

Traduzione della Versione "Annibale" di Cornelio Nepote

Testo Originale Latino

Cum in apparando acerrime esset occupatus, Carthaginienses bellum cum Romanis composuerunt. Ille nihilo setius exercitui postea praefuit resque in Africa gessit [itemque Mago frater eius] usque ad P. Sulpicium C. Aurelium consules. His enim magistratibus legati Carthaginienses Romam venerunt, qui senatui populoque Romano gratias agerent, quod cum iis pacem fecissent, ob eamque rem corona aurea eos donarent simulque peterent, ut obsides eorum Fregellis essent captivique redderentur. His ex senatus consulto responsum est: munus eorum gratum acceptumque esse; obsides, quo loco rogarent, futuros; captivos non remissuros, quod Hannibalem, cuius opera susceptum bellum foret, inimicissimum nomini Romano, etiamnum cum imperio apud exercitum haberent itemque fratrem eius Magonem. Hoc responso Carthaginienses cognito Hannibalem domum et Magonem revocarunt.

Traduzione Italiana

Mentre egli si stava occupando dei preparativi con grande impegno, i Cartaginesi posero fine alla guerra con i Romani. Ciononostante, egli in seguito conservò il comando dell'esercito e continuò la guerriglia in Africa fino al consolato di Publio Sulpicio e Caio Aurelio. Infatti durante il loro consolato vennero a Roma ambasciatori Cartaginesi per rendere grazie al senato e al popolo romano per ringraziare per aver fatto pace e per questo motivo fare loro dono di una corona d'oro, per chiedere allo stesso tempo che i loro ostaggi stessero a Fregelle, perché avessero trattato la restituzione dei prigionieri. Per decreto del senato fu a loro risposto: che gradito e accetto era il loro dono; che gli ostaggi avrebbero avuto la sede richiesta; che i prigionieri non sarebbero stati resi, poiché tenevano Annibale, il più (grande) nemico per il nome di Roma, ancora con il comando supremo presso l'esercito, per iniziativa del quale era stata intrapresa la guerra e così suo fratello Magone. Conosciuta questa risposta i Cartaginesi richiamarono Annibale e Magone in patria.