Versione di Cornelio Nepote

Temistocles 1

Traduzione della Versione "Temistocles 1" di Cornelio Nepote

Testo Originale Latino

1] Themistocles, Neocli filius, Atheniensis. Huius vitia ineuntis adulescentiae magnis sunt emendata virtutibus, adeo ut anteferatur huic nemo, pauci pares putentur. [2] Sed ab initio est ordiendus. Pater eius Neocles generosus fuit. Is uxorem Acarnanam civem duxit, ex qua natus est Themistocles. Qui cum minus esset probatus parentibus, quod et liberius vivebat et rem familiarem neglegebat, a patre exheredatus est. [3] Quae contumelia non fregit eum, sed erexit. Nam cum iudicasset sine summa industria non posse eam exstingui, totum se dedidit rei publicae. Diligentius amicis famaeque serviens multum in iudiciis privatis versabatur, saepe in contionem populi prodibat; nulla res maior sine eo gerebatur; celeriter, quae opus erant, reperiebat, facile eadem oratione explicabat. [4] Neque minus in rebus gerendis promptus quam excogitandis erat, quod et de instantibus, ut ait Thucydides, verissime indicabat et de futuris callidissime coniciebat. Quo factum est, ut brevi tempore illustraretur.

Traduzione Italiana

[1] Temistocle, figlio di Neocle, era Ateniese. I traviamenti della giovinezza, furono compensati in Temistocle da grandi meriti, sicchè non si può anteporre nessun cittadino e pochi possono essere ritenuti pari a lui. [2] Ma bisogna cominciare dall’inizio. Suo padre Neocle fu un uomo nobile. Questo sposò una donna dell’Arcania, da questa nacque Temistocle. E questo, essendo poco ben stimato dai genitori, poiché viveva troppo licenziosamente e non aveva cura del patrimonio della famiglia, fu diseredato dal padre. [3] Ma tanto affronto, non abbatté il suo animo, ma gli fu di incitamento. Infatti poiché riteneva che tale ingiuria non poteva essere cancellata senza la più somma attività, si dedicò interamente con molto impegno allo stato, servendo più diligentemente gli amici e l’ opinione pubblica. Si occupava molto di cause di privati cittadini e si faceva innanzi nell’ assemblea popolare; nessun affare di maggiore importanza era trattato senza il suo parere. Facilmente trovava le cose che erano necessarie e pronunciava le orazioni. [4] E non era meno pronto nel realizzare le cose che nel concepirle, perché, come afferma Tucidide, giudicava nella maniera più opportuna e prevedeva con grande esperienza le cose future. Così accadde che in breve tempo divenne famoso.