Versione di Cornelio Nepote

Lealtà di Agesilao

Traduzione della Versione "Lealtà di Agesilao" di Cornelio Nepote

Testo Originale Latino

Simul atque imperium habuit, Agesilaus persuasit Lacedaemoniis ut exercitum et se mitterent in Asiam bellumque regi facerent, ostendens quanto melius esset in Asia quam in Europa dimicare. Namque Artaxerxes classes pedestresque exercitus comparabat quos in Graeciam mitteret. Itaque tanta celeritate se movit, ut prius in Asiam cum copiis pervenerit quam regii satrapae eius profectionem scirent. Quare omnes imparatos imprudentesque offendit. Cum autem Tissaphernes, qui summum imperium tum inter praefectos habebat regios, cognovit qualis esset dux Lacedaemoniorum, quam celerrime in Asiam venisset quotque milites duxisset, indutias a Lacone petivit, simulans se dare operam ut Lacedaemoniis cum rege conveniret, re autem vera copias comparandi causa. Iuravit autem uterque se sine dolo indutias conservaturum. In qua pactione summa fide remansit Agesilaus; contra Tissaphemes nihil aliud quam bellum comparavit. Id etsi sentiebat Laco, tamen iusiurandum servabat, multumque sibi id prodesse dicebat: Tissaphernes enin periurio suo homines a se abalienabat et deos sibi iratos reddebat; Agesilaus autem, ut religionem conservabat, tum exercitum confirmabat.

Traduzione Italiana

Non appena ebbe il comando, Agesilao persuase gli Spartani che inviassero in Asia lui ed un esercito e che facessero guerra al re, dimostrando quanto fosse meglio combattere in Asia che in Europa. Infatti Artaserse costruiva le flotte e preparava le truppe di fanteria da inviare in Grecia. Per questo si mosse con tanta velocità, che giunse in Asia con le truppe prima che i satrapi del re venissero a sapere della sua partenza. Per cui prese tutti alla sprovvista e all’impensata. Ma quando Tissaferne, che allora aveva il sommo potere tra i prefetti reali, apprese chi fosse il comandante degli Spartani, quanto velocemente fosse venuto in Asia e quanti soldati vi avesse portato, chiese allo spartano una tregua, simulando di fare in modo che gli Spartani fossero d’accordo con il re, ma in realtà come opportunità di preparare le truppe. Ognuno dei due promise di osservare lealmente la tregua. Agesilao mantenne questi patti con la massima lealtà. Tissaferne invece non preparava altro che al guerra. Benché lo spartano prevedesse questo, tuttavia rispettava il giuramento, e spesso diceva che quella cosa era vantaggiosa a (per) lui: infatti Tissaferne con il suo falso giuramento allontanava gli uomini dalla sua parte e faceva divenire gli dei adirati con lui; Agesilao invece come rispettava la religione, così rassicurava l’esercito.