Versione di Curzio Rufo

Mazeo

Traduzione della Versione "Mazeo" di Curzio Rufo

Testo Originale Latino

Ceterum Babylona procedenti Alexandro Mazaeus qui ex acie in eam urbem confugerat cum adultis liberis supplex occurrit urbem seque dedens. Gratus adventus eius regi fuit; quippe magni operis obsidio futura tam munitae urbis. Ad hoc vir inlustris et manu promptus famaque etiam proximo proelio celebris et ceteros ad deditionem sui incitaturus exemplo videbatur. Igitur hunc quidem benigne cum liberis excipit; ceterum quadrato agmine quod ipse ducebat velut in aciem irent ingredi suos iubet. Magna pars Babyloniorum constiterat in muris avida cognoscendi novum regem; plures obviam egressi sunt: inter quos Bagophanes arcis et regiae pecuniae custos ne studio a Mazaeo vinceretur totum iter floribus coronisque constraverat argenteis altaribus utroque latere dispositis quae non ture modo sed omnibus odoribus cumulaverat.

Traduzione Italiana

Quindi Mazeo, che in quella città si era rifugiato dal campo di battaglia, con i figli grandi andò supplice incontro ad Alessandro che si dirigeva verso Babilonia, per consegnare se stesso e la città. Al re fu gradito il suo arrivo: infatti l’assedio di una città così fortificata sarebbe stato molto impegnativo. Inoltre sembrava che un personaggio illustre e risoluto nell’agire e anche famoso per la recente battaglia, avrebbe indotto col suo esempio anche gli altri alla resa. Dunque lo accolse benevolmente assieme ai figli; poi comandò ai suoi di entrare in città disposti in formazione in linea, con lui stesso a capo, come se andassero a combattere. Gran parte dei Babilonesi si era assiepata sulle mura, curiosa di conoscere il nuovo re, e molti gli uscirono incontro. Tra questi Bagofane, custode della rocca e del tesoro regale, per non esser superato in zelo da Mazeo, aveva disseminato l’intero percorso di fiori e di corone, dopo aver collocato su entrambi i lati altari d’argento, che aveva riempito non solo d’incenso da di ogni tipo di aromi.