Versione di Fedro

De Dimonide

Traduzione della Versione "De Dimonide" di Fedro

Testo Originale Latino

Homo doctus in se semper divitias divitias habet. Simonides,poeta Graecus celeberrimus,nobiles Asie urbes circumierat, suis carminibus Olyinpionicas celebrans mercede accepta. Cum locuples autem factus esset,Ceam, in qua insula natus erat,redire voluit.At navem, quam conscenderat,horrida tempestas in mari dissolvit. Tum nautarum alii zonas,alii res pretiosas,subsidium vitae,colligebant.Cuidam curiose ex eo quarenti: "Tu ex opibus tuis nihil sumis?" ,simonides respondit:"Cuncta mea mecum fero". Naufragorum plures,divitiarum onere gravati,perierunt,pauci enataverunt,sed a praedonibus deprehensi,qui,quod quisque extulerat,rapuerunt, nudi relicti sunt.Antiqua urbs Clazomenae prope erat,quam petierunt naufragi. Hic vir quidam,litteratus et praedives,habitabat,qui saepe Simonidis versus legerat atque vehementer admiratus erat,tum praelarum poetam,apud se receptum,veste,nummis,servis exornavit.Simonides, denuo dives factus,cum naufragos miserrimos,victum in viis mendicantes,vidisset:"Dixi",inquit,"cuncta mea mecum esse,quae vos nave abeuntes extulistis,omnia misere periere".

Traduzione Italiana

un uomo colto ha sempre in sè delle ricchezze. Simonide poeta graco assai celebre, aveva visitato città nobili dell'Asia, celebrando con le sue poesie le Olimpiadi dietro compenso. Dinventando ricco, volle ritornare a cea, isola in cui era nato. Ma una orribile tempesta distrusse in mare la nave, su cui si era imbaracato. Allora alcuni dei marinai raccoglievano le cose preziose, riserva per la vita, altri le borse. Ad uno che curiosamente gli chiese:" tu non prendi niente tra le tue ricchezze?, Simonide rispose:" porto con me tutte le mie cose". La maggior parte dei naufragi, gravati dal peso delle ricchezze morirono, pochi sfuggirono nuotando, ma ragguinti dai predoni, che, li derubarono di qualsiasi cosa ciascuno aveva portato, vennero lasciati nudi. L'antica città di Clazomenae era nelle vicinanze, a cui i naufragi si diressero. Qui abitava un certo uomo ricchissimo, che spesso leggeva i versi di Simonide e lo ammirava fortemente, allora ricevuto presso sè ornò il poeta di vesti, servi e denaro. Simonide, fatto ricco di nuovo, avendo visto i naufragi poverissimi, chiedenti del cido nelle strade:" dissi- esclamò- che tutte le cose erano con me, che voi avete sottratto portandole via dalla nave, sarebbero tutte perite miseramente