Versione di Giustino

Gli spartani chiedono ad Atene un generale e in cambio ricevono...un poeta!

Traduzione della Versione "Gli spartani chiedono ad Atene un generale e in cambio ricevono...un poeta!" di Giustino

Testo Originale Latino

Interea Messenii, cum virtute non possent, per insidias expugnantur. Dein cum per annos octoginta gravia servitutis verbera, plerumque et v*****a ceteraque mala toleravissent, post longam poenarum patientiam bellum restaurant. Lacedaemonii quoque eo conspiratius ad arma concurrunt, quod adversus servos dimicabant. Itaque cum hinc iniuria, inde indignitas animos acueret, Lacedaemonii de belli eventu oracul.o Delphis consuluerunt et e responso ducem belli ab Atheniensibus petiverunt. Porro Athenienses, cum responsum cognovissent, in contemptum Spartanorum Tyrtaeum, poetam claudo pede, miserunt, qui tribus proeliis fusus est et eo usque desperationis Spartanos adduxit, ut servos suos ad supplementum exercitus manumitterent eisque interfectorum matrimonia promitterent, ut non numero tantum amissorum civium, sed et dignitati succederent.

Traduzione Italiana

Segui questa è molto simile alla tua: I Messeni, che per molti anni avevano tollerato i grandi soprusi della servitù e gli altri vincoli malvagi della prigionia, dopo una lunga pazienza di colpe, rinnovavano guerra contro gli spartani. Anche gli Spartani accorrono alle armi e consultano l'oracolo di Delfi sull'esito della guerra: Apollo ordina che il comandante sia (cerca peti) dagli ateniesi. Gli Ateniesi, per allontanare gli spartani, mandarono il poeta zoppo da un piede Tirteo, che, sconfitto in tre combattimenti, portò alla disperazione gli spartani; infatti i re dei lacedemoni affrancarono i servi per supplemento dell'esercito e promisero a questi in matrimonio le donne vedove per morte dei mariti, affinchè succedessero non tanto al numero dei cittadini persi ma anche alla dignità. Infine, per non infliggere maggiori danni alla città, ricondussero l'esercito a casa. Allora Tirteo recitò poesie composti all'esercito per incoraggiamento, nei quali aveva segnato gli ornamenti della virtù, gli aiuti dei dannati, i piani di guerra. E così diede coraggio ai soldati: fu rinnovata la guerra e alla fine vi fu la vittoria dei lacedemoni.