Versione di Igino

Fabula XXV - La vendetta di Medea

Traduzione della Versione "Fabula XXV - La vendetta di Medea" di Igino

Testo Originale Latino

Aeetae Medea et Idyiae filia cum Iasone iam filios Mermerum et Pheretem procreasset obiciebatur ei hominem tam fortem ac formosum ac nobilem uxorem advenam atque veneficam habere. Huic Creon rex Corinthius filiam suam minorem Glaucen dedit uxorem. Medea cum vidit se a Iasone tanta contumelia esse affectam coronam ex venenis fecit auream eamque muneri filios suos iussit novercae dare. Creusa munere accepto cum Iasone et Creonte conflagravit. Medea ubi regiam ardere vidit natos suos ex Iasone Mermerum et Pheretem interfecit et profugit Corintho.

Traduzione Italiana

Quando Medea, figlia di Eeta e di Idia, aveva già generato assieme a Giasone due figli, Mermero e Ferete, le veniva rimproverato che un uomo tanto forte, bello e nobile aveva una moglie straniera e avvelenatrice. A questo Creonte, re di Corinto, diede in sposa sua figlia minore Glauce. Medea, quando vide di essere stata così offesa da Giasone, realizzo dai suoi veleni una corona d'oro e ordinò ai suoi figli di offrirla in dono alla matrigna. Ricevuto il dono, Creusa (Glauce) bruciò insieme a Giasone e Creonte. Medea quando vide bruciare la reggia, uccise i suoi figli avuti da Giasone, Mermero e Ferete, e fuggì da Corinto.