Versione di Livio

Le forche Caudine

Traduzione della Versione "Le forche Caudine" di Livio

Testo Originale Latino

Romani adversus Samnites arma susceperant,a Campanis in auxilium vocati. Per annos fere quinquaginta pugnatum est, plerumque incerto belli exitu. Nota est enim clades illa, quam Romani, Tito Veturio et Spurio Postumio consulibus, apud Furculas Caudinas acceperunt,a Pontio Telesino, Samnitium duce, in insidias inducti. Nam Pontius in Romanorum castra simulatos transfugas miserat, qui consulibus nuntiarent Luceriam urbem, Romanorum sociam, a Samnitibus obsideri. Duo itinera ad urbem ducebat, aliud longius ac tutius,aliud brevius sed pericolosius: Romani,ut hostium dux putaverat,iter brevius delegerunt. Itaque Romanorum exercitus in augustias locorum, quae Furculae Caudinae appellantur, adductus est, unde nulla erat spes evadendi.Tum Pontius ex Herennio patre quaesivit quid faciendum esset.Pater respondit aut omnes Romanos dimittendos esse ut beneficio obligarentur aut omnes occidendos (esse) ut eorum vires frangerentur.

Traduzione Italiana

I romani avevano preso le armi contro i sanniti, chiamati dai campani in aiuto. Per circa cinquant'anni si combattè, e per molto con esito incerto. Nota è quella sconfitta, che i romani, sotto i consoli Veturio e Postumio, presero presso le forche Caudine, da Ponzio Telesino, comandante dei sanniti, spinti in insidie. Infatti Ponzio aveva mandato all'accampamento dei romani finti disertori, affinchè annunciassero ai consili che la città di Lucera, alleati dei romani, era assediata dai sanniti. Due itinerari conducevano alla città, uno più lungo e sicuro, l'atro più breve ma più pericoloso: i romani, come aveva considerato il comandante dei nemici, scelsero l'itinerario più breve. Allora Ponzio chiese al padre Erennio cosa dovesse fare. Il padre risponde di dover (demitto) tutti i romani affinchè fossero obbligati dal beneficio o di uccidere tutti affinchè fossero spezzate le loro forze.