Versione di Livio

Libro 2, Par. 12, 8-12

Traduzione della Versione "Libro 2, Par. 12, 8-12" di Livio

Testo Originale Latino

Vadentem inde qua per trepidam turbam cruento mucrone sibi ipse fecerat viam, cum concursu ad clamorem facto comprehensum regii satellites retraxissent, ante tribunal regis destitutus, tum quoque inter tantas fortunae minas metuendus magis quam metuens, "Romanus sum" inquit, "civis; C. Mucium vocant. Hostis hostem occidere volui, nec ad mortem minus animi est, quam fuit ad caedem; et facere et pati fortia Romanum est. Nec unus in te ego hos animos gessi; longus post me ordo est idem petentium decus. Proinde in hoc discrimen, si iuvat, accingere, ut in singulas horas capite dimices tuo, ferrum hostemque in vestibulo habeas regiae. Hoc tibi iuventus Romana indicimus bellum. Nullam aciem, nullum proelium timueris; uni tibi et cum singulis res erit."

Traduzione Italiana

Mentre se ne andava di lì, facendosi largo da dove egli stesso si era aperto un varco con la spada insanguinata attraverso la folla impaurita, poiché, accorsa la gente al rumore, le guardie del re lo avevano arrestato, bloccato, lo portarono (lett. condotto) davanti al seggio del re, perfino allora temibile più che timoroso, in mezzo a così grandi minacce della sorte, disse: "Sono cittadino romano; mi chiamano Gaio Muzio. Nemico, ho voluto uccidere un nemico, e di fronte alla morte non ho minor coraggio di quanto ne ebbi di fronte all'uccisione; tanto compiere quanto subire azioni valorose è degno di Romani. Né io solo ho concepito questi sentimenti nei tuoi confronti; dopo di me c'è una lunga fila di nomi che aspirano allo stesso onore. Perciò preparati a questa prova, se ti piace: a lottare ogni ora del giorno per la tua vita, e ad avere un pugnale nemico nell'atrio della reggia. Questa (è) la guerra che noi gioventù romana, ti dichiariamo (lett. Questa guerra la gioventù romana dichiariamo). Non temere nessun esercito, nessuna battaglia: la cosa si deciderà fra te solo e ciascuno di noi."