Versione di Lucrezio

Libro 1, vv. 84-101

Traduzione della Versione "Libro 1, vv. 84-101" di Lucrezio

Testo Originale Latino

Aulide quo pacto Triviai virginis aram Iphianassai turparunt sanguine foede ductores Danaum delecti, prima virorum. cui simul infula virgineos circum data comptus ex utraque pari malarum parte profusast, et maestum simul ante aras adstare parentem sensit et hunc propter ferrum celare ministros aspectuque suo lacrimas effundere civis, muta metu terram genibus summissa petebat. nec miserae prodesse in tali tempore quibat, quod patrio princeps donarat nomine regem; nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras deductast, non ut sollemni more sacrorum perfecto posset claro comitari Hymenaeo, sed casta inceste nubendi tempore in ipso hostia concideret mactatu maesta parentis, exitus ut classi felix faustusque daretur. tantum religio potuit suadere malorum.

Traduzione Italiana

Così in Aulide l'altare della vergine Trivia turpemente macchiarono col sangue d'Ifianassa gli sceltii condottieri dei Danai, il fiore degli eroi. Non appena la benda avvolta attorno alla bella chioma virginea le scese uguale sull’una e sull’altra guancia, appena si accorse che il padre stava dolente innanzi all'altare, e accanto a lui i sacerdoti celavano il ferro, e alla sua vista il popolo effondeva lacrime, muta per il terrore, piegate le ginocchia, cadeva a terra. Né in tale frangente alla misera poteva giovare di avere donato per prima al re il nome di padre. Infatti sollevata dalle mani dei guerrieri, fu portata tremante all'altare, non perché, compiuto il rito solenne, potesse essere accompagnata tra i cori dello splendido imeneo, ma perché empiamente pura, nel tempo stesso delle nozze, cadesse vittima mesta immolata per mano del padre, affinchè fosse data alla flotta partenza felice e fausta. A tali misfatti poté indurre la religione