Versione di Lucrezio

Libro 2, vv. 80-94

Traduzione della Versione "Libro 2, vv. 80-94" di Lucrezio

Testo Originale Latino

Cessandoque novos rerum progignere motus, avius a vera longe ratione vagaris. nam quoniam per inane vagantur, cuncta necessest aut gravitate sua ferri primordia rerum aut ictu forte alterius. nam [cum] cita saepe obvia conflixere, fit ut diversa repente dissiliant; neque enim mirum, durissima quae sint ponderibus solidis neque quicquam a tergibus obstet. et quo iactari magis omnia materiai corpora pervideas, reminiscere totius imum nil esse in summa, neque habere ubi corpora prima consistant, quoniam spatium sine fine modoquest inmensumque patere in cunctas undique partis pluribus ostendi et certa ratione probatumst.

Traduzione Italiana

E, stando fermi, far nascere nuovi movimenti delle cose, forviato vai errando lontano dalla verità. Infatti, poiché vagano per il vuoto, è necessario che i primi principi delle cose si muovano tutti, o per il loro peso o talora per l'urto di altro corpo. Infatti, quando nell'incalzante movimento spesso si sono incontrati e hanno cozzato, avviene che in opposte direzioni d'un tratto rimbalzino; né, certo, ciò è strano, giacché sono durissimi nei loro solidi pesanti corpi, e nulla fa ad essi ostacolo da tergo. E, perché meglio tu discerna l'agitarsi di tutti i corpi della materia, ricordati che in tutto l'universo non c'è un fondo, né i corpi primi hanno un luogo ove possano posare, poiché lo spazio è senza fine e misura, e che immenso esso s'apra da ogni punto verso qualunque parte, con parecchie parole ho mostrato e con sicuro ragionare è stato provato.