Versione di Svetonio

Paragrafo 34

Traduzione della Versione "Paragrafo 34" di Svetonio

Testo Originale Latino

Non in alia re tamen damnosior quam in aedificando domum a Palatio Esquilias usque fecit, quam primo transitoriam, mox incendio absumptam restitutamque auream nominavit. De cuius spatio atque cultu suffecerit haec rettulisse. Vestibulum bene agi potuisse cum rebus humanis, si Domitius pater talem habuisset uxorem. Hunc Sporum, Augustarum ornamentis excultum lecticaque vectum, et circa conventus mercatusque Graeciae ac mox Romae circa Sigillaria comitatus est identidem exosculans. Nam matris concubitum appetisse et ab obtrectatoribus eius, ne ferox atque impotens mulier et hoc genere gratiae praevaleret, deterritum nemo dubitavit, utique postquam meretricem, quam fama erat Agrippinae simillimam, inter concubinas recepit. Olim etiam quotiens lectica cum matre veheretur, libidinatum inceste ac aculis vestis proditum affirmant.

Traduzione Italiana

Per natura fu crudele e sanguinario, e ciò lo si vide sia nelle grandi, sia nelle piccole cose. Sottoponeva a tortura e puniva i parricidi senza nessun indugio e sotto i suoi occhi. Un giorno che desiderava assistere a Tivoli ad un supplizio di vecchio tipo, poiché il boia non arrivava, mentre il condannato era già legato al palo, ne fece venire uno da Roma e lo attese pazientemente fino a sera. In tutti i combattimenti di gladiatori, dati da lui o da qualcun altro, fece sgozzare anche quelli che cadevano casualmente, soprattutto i reziari, per osservare i loro volti quando spiravano. Una volta che due gladiatori si erano reciprocamente colpiti a morte, ordinò immediatamente di fabbricargli con le loro armi due piccoli coltelli per uso personale. Le lotte dei bestiari e quelle del mezzogiorno gli piacevano talmente che non solo si recava allo spettacolo all'alba, ma restava al suo posto anche a mezzogiorno, quando il popolo usciva per andare a mangiare, e, oltre ai gladiatori già stabiliti, costringeva a combattere, anche per un futile motivo, perfino gli operai, gli addetti al circo o le persone di questa categoria, quando un meccanismo, o un tavolato o un qualsiasi altro congegno non aveva funzionato a dovere. Fece scendere nell'arena anche uno dei suoi nomenclatori, così come si trovava, con la toga indosso.