Versione di Velleio Patercolo

Ambizione di Caio Mario

Traduzione della Versione "Ambizione di Caio Mario" di Velleio Patercolo

Testo Originale Latino

Bellum deinde Iugurthinum Q. Metellus gessit, dux nulli secundus saeculi sui. Huius legatus fuit C. Marius, natus non infimo loco, hirtus atque horridus vitaque sanctus, quantum bello optimus tantum pace pessimus, immodicus gloriae, honorum cupidus, effrenatus semperque inquietus, Hic per publicanos aliosque in Africa mercatores vituperavit Metelli lentitudinem in bello, eius nobilitatis superbiam et cupiditatem imperii. Marius Romam venit et effecit ut populus Romanus eum consulem crearet et ei belli imperium commiteret.

Traduzione Italiana

Infine Metello fece la guerra giugurtina, comandante al suo tempo non secondo a nessuno. C. Mario, era il suo legato, costui era nato in un borgo di campagna, uomo rozzo e incolto, ottimo in guerra e pessimo in pace, immodico di gloria, desideroso di onori, sempre sfrenato e inquieto. Questo disprezzò attraverso i pubblicani in Africa e attraverso altri commercianti la lentezza in guerra di Metello, la sua superbia di nobiltà e il desiderio di impero. Mario venne a Roma e accadde che il popolo romano lo nominò console e gli commissionò il potere della guerra.