Versione del libro Latinum Vertere

Le fonti del Clitunno

Traduzione della versione di latino dal libro "Latinum Vertere"

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Testo Originale Latino

Vidistine aliquando Clitumnum fontem? Si nondum - et puto nondum: alioqui narrasses mihi - vide; quem ego - paenitet tarditatis…

Traduzione Italiana

Hai mai visto la fonte del Clitunno? Se non l'hai ancora vista - e credo di no, altrimenti me l'avresti raccontato - ecco quello - mi pento del ritardo - che vidi nei giorni scorsi. Un piccolo colle sorge boscoso e ombreggiato tra antichi cipressi. Sotto questo fuoriesce una fonte che sgorga in molte diramazioni, ma disuguali, e aprendo la via che rende un ribollir d'acque, si estende in un ampio bacino, tanto puro e trasparente che puoi contare le monete gettate e i sassolini luccicanti. Da qui, non per il pendio del luogo, ma per la stessa sua abbondanza e quali per il peso avanza. Ancora sorgente diventa subito fiume, capace anche di sostenere navi; le quali anche se si incrociano o vanno in senso contrario per vie opposte, la corrente le regge e le porta alla meta, ed è così potente che, anche se in piano, le navi che vanno nel verso della corrente viaggiamo veloci senza aver bisogno di remi, mentre è difficile per loro risalire la corrente senza l'aiuto di remi e pertiche. Divertente per coloro che navigano su e giù per piacere e gioco, con il cambiare del corso alterna la fatica al riposo o il riposo alla fatica. Le rive sono ricoperte da molti frassini e pioppi, che il limpido fiume permette di enumerare nelle sue verdi immagini, come sommerse. La freschezza dell'acqua potrebbe competere con la neve, e il colore non è da meno.