Versione del libro Latinum Vertere

L'esilio

Traduzione della versione di latino dal libro "Latinum Vertere"

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Testo Originale Latino

Videamus quid sit exilium; nempe loci commutatio. Ne angustare videar vim eius et quocquid pessimus in se habet subtrahere hanc…

Traduzione Italiana

Vediamo cos'è l'esilio; chiaramente è un cambiamento di luogo. Affinché non sembri che io ridimensioni la sua importanza e sottragga ciò che ha di pessimo in sé, a questo cambiamento di luogo seguono dei disagi: povertà, infamia, disprezzo. Mi confronterò con queste cose dopo; intanto voglio esaminare per prima cosa ciò che lo stesso cambiamento di luogo porta di sgradevole. "E' insopportabile stare lontani dalla patria". Guarda questa folla che si agita, a cui a stento sono sufficienti le case di questa grande città: la maggior parte di questa folla è lontana dalla patria. Dai loro municipi, dai loro coloni e infine da tutto il mondo sono confluiti: alcuni li condusse l'ambizione, altri la necessità di un incarico pubblico, altri l'incombenza di un'ambasceria, altri cercando un luogo adatto alla lussuria e ricco di vizi, altri il desiderio degli studi liberali, altri gli spettacoli; alcuni li ha portati l'amicizia, altri la ricerca di maggiori possibilità per esprimere il proprio talento; alcuni giunsero per vendere l'eloquenza. Non c'è nessuna razza umana che non sia giunta nella città che pone a caro prezzo sia le virtù che i vizi.