Versione del libro Lingua Magistra 1

Altri prodigi per Vespasiano

Pagina 396, versione 150 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Cum Vespas prandebat quondam canis extrarius e trivio manum humanam portavit mensaeque subiecit. Ubi cenabat rursus bos arator decussit iugum…

Traduzione Italiana

Un giorno, mentre Vespasiano pranzava,un cane randagio portò da un incrocio una mano umana e la mise sotto la mensa. Di nuovo, mentre cenava, un bue da aratro si libero del giogo e irruppe nella sala da pranzo, mise in fuga i servitori e come all'improvviso senza forze cadde ai piedi dell'imperatore e offrì il collo. Anche un albero di cipresso, nel podere del nonno, fu divelto dalle radici e gettato a terra senza una causa, e il giorno dopo si eresse verde e fermo. Venivano annunciati presagi anche da Roma. Si narra che Nerone durante gli ultimi giorni fu avvertito attraverso un sogno, di portar via il carro sacro di Giove Ottimo Massimo dal santuario verso le dimore di Vespasiano e da lì verso il circo; e non molto tempo dopo, quando Galba aveva i comizi del secondo consolato, la statua del divino Giulio si voltò spontaneamente verso oriente; e nella schiera della Battriana, prima che si combattesse, due aquile combatterono al cospetto di tutti, e, dopo che una venne sconfitta, sopraggiunse una terza allo spuntar del sole e portò via la vincitrice.

 

Analisi

Cum Vespas prandebat quondam: temporale

e trivio: c. di origine

Ubi cenabat rursus bos arator decussit iugum et in triclinium irrupit: temporali

ad pedes: moto a luogo figurato

in agro avito: stato in luogo

sine vi: c. di privazione

postero die: c. di tempo

ex urbe: c. di origine

Neronem diebus ultimis monitum per quietem esse: soggettiva

ut tensam Iovis Optimi Maximi e sacrario in domus Vespasiani et inde in circum deduceret: completive

cum comitia secundi consulatus Galba habebat: temporale

ad Orientem sponte conversam esse: soggettiva

prius quam commissa est: temporale

duas aquilas in conspectu omnium conflixisse: soggettiva

postquam altera victa est: temporale

supervenisse tertiam ab solis exortu ac victricem abegisse: soggettive