Versione del libro Lingua Magistra 1

Gaio Mario: un homo novus diviene console

Pagina 353, versione 129 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Marium hominem novum consulatus ingens cupido exagitabat. Is Arpini natus et ibi omnem pueritiam altus ubi primum aetas militiae patiens…

Traduzione Italiana

Un grande desiderio del consolato animava Mario, "homo novus". Egli, nato ad Arpino e allevato qui per tutta l'infanzia, non appena l'età fu adatta al servizio militare, non si esercitò nell'eloquenza greca né nelle raffinatezze urbane; così crebbe in breve tempo tra le buone arti. Dunque quando chiese il tribunato al popolo romano, a Roma molti non conoscevano il suo aspetto, ma ricordavano le sue imprese: quindi fu gradito a tutti. Poi, in pochi anni da quella magistratura si procurò una carica dopo l'altra e partecipò all'amministrazione della repubblica: nell'anno 646 dalla fondazione di Roma fu pretore, dopo pochi mesi poté essere nominato prefetto di Spagna. Molti cittadini romani erano elettori e sostenitori di Mario, tuttavia quest'uomo esitava a chiedere il consolato. Infatti anche in quel tempo la plebe esercitava altre magistrature, ma il consolato sempre la sola nobiltà. In quel tempo nessun homo novus, sebbene famoso ed egregio, mai era stato eletto console, ma Mario per primo, con l'ammirazione di molti cittadini, nell'anno 647 dalla fondazione di Roma fu eletto console: così fu a capo della Repubblica e le giovò.

 

Analisi

ubi primum aetas militiae patiens fuit: temporale

cum tribunatum militarem a populo petivit: temporale; costruzione di peto con a + ablativo

paucis annis: complemento di tempo continuato

ab eo magistratu: c. d'agente

anno sescentesimo quadragesimo sexto: c. di tempo determinato

post paucos menses: c. di tempo determinato

eo tempore, In id tempus: c. di tempo determinato

quamvis clarus et egregius: comcessiva

cum multorum civium admiratione: c. di unione