Versione del libro Lingua Magistra 1

Il coraggio di Clelia

Pagina 377, versione 134 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Etruscorum regi Porsenae qui ex pacto suum exercitum ab Ianiculo removerat Romani tradiderant ut pacis pignus praeberent multos obsides ex…

Traduzione Italiana

Al re degli Etruschi Porsenna, che, secondo il patto, aveva ritirato il suo esercito dal Gianicolo, i Romani avevano portato, per offrire un pegno di pace, molti ostaggi, tra i quali c'erano molte giovani vergini. Ma una tra esse, Clelia, di notte eluse la sorveglianza delle sentinelle e attraversò il Tevere con altre compagne, che ricondusse in città per riconsegnarle ai genitori. Ciò suscitò l'ira del re Porsenna, che subito mandò i legati ai Romani per chiedere Clelia e le altre vergini. Allora i Romani le riportarono al re dei nemici, presso il quale esse furono rispettate e onorate. Porsenna infatti, al quale l'ira era svanita, lodò Clelia; infatti il gesto coraggioso di quella fanciulla lo aveva stupito, ed egli la rimandò ai suoi con una parte degli ostaggi. I Romani collocarono una statua equestre di Clelia nella via Sacra per celebrare la sua virtù.

 

Analisi

qui suum exercitum ab Ianiculo removerat: relativa

ut pacis pignus praeberent: finale

ex quibus, inter eas: partitivi

noctu: c. di tempo determinato

cum ceteris comitibus: c. di compagnia

quas in urbem reduxit: relativa

ut eas parentibus redderet: finale

qui statim legatos ad Romanos misit: relativa

ut peteret Cloeliam ceterasque virgines: finale

cuius ira evanuerat: relativa

ad suos: moto a luogo figurato

cum obsidum parte: c. di compagnia

in via Sacra: stato in luogo

ut eius virtutem celebrarent: finale