Versione del libro Lingua Magistra 1

Il giudizio di Paride

Pagina 328, versione 119 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Cum Thetis Peleo nupsit ad epulum omnes dei convocati sunt praeter Eridem id est Discordia; quae cum postea supervenerat nec…

Traduzione Italiana

Quando Teti sposò Peleo, furono invitati al banchetto tutti gli dèi eccetto Eris, cioè Discordia; la quale quando giunse dopo e non veniva invitata al banchetto, lanciò dalla porta in mezzo una mela e disse: "Chi è la più bella, la prenda". Poiché Giunone, Venere e Minerva rivendicavano a sé la bellezza, tra loro ci fu una grande discordia. Giove comanda a Mercurio: "Conducile sul monte Ida da Paride Alessandro e ordinagli di giudicare". A costui Giunone promise: "Premia me e regnerai in tutte le terre, ti renderò ricco tra tutti". Minerva allora così disse: "Se sarò vincitrice, sarai il più forte dei mortali e conoscitore di ogni artificio". Ma Venere promise in moglie Elena, figlia di Tindaro, la più bella di tutte le donne. Paride antepose il dono più recente ai precedenti e giudicò Venere la più bella; per questo Giunone e Minerva furono ostili a Troiani. Alessandro per impulso di Venere portò via Elena dall'ospite spartano Menelao a Troia, e la ebbe in moglie con le ancelle Etra e Tisadie, che Castore e Polluce avevano assegnato a lei come prigioniere, un tempo regine.

 

Analisi

Cum Thetis Peleo nupsit: temporale

quae cum postea supervenerat nec admittebatur ad epulum: relativa

ab ianua: moto da luogo

in medium: moto a luogo

Quia Iuno, Venus et Minerva formam sibi vindicabant: causale

inter eas: limitazione

in Idam montem: moto a luogo

ad Alexandrum Paridem: moto a luogo figurato

in omnibus terris: stato in luogo

inter mortales: c. di limitazione

formosissimam: superlativo relativo

omnium mulierum: partitivo

ob id: c. di causa

ab hospite Menelao: c. di origine

cum ancillis Aethra et Thisadie: c. di compagnia

quas Castor et Pollux captivas ei assignaverant: relativa