Versione del libro Lingua Magistra 1

La cicala e la civetta

Pagina 465, versione 192 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Cicada noctuae acerbum convicium exprimebat; nam noctua cibum in tenebris quaerit et in cavo ramo somnum interdiu capit. Noctua rogabat:…

Traduzione Italiana

Una cicala esprimeva ad una civetta un aspro rimprovero; infatti la civetta cerca il cibo nelle tenebre e di giorno prende sonno in un ramo cavo. La civetta diceva: "Cicala, taci!", ma la bestiola gridava forte senza sosta. Di nuovo la civetta si accendeva d'ira; la civetta non aveva alcun aiuto e le sue parole venivano disprezzate; così organizzava un agguato alla chiassosa cicala: "Cicala, tu canti e io non dormo; in vero canti con grande abilità come Febo suona la cetra; ma Minerva poco fa mi ha donato un nettare divino; vieni, beviamo insieme". La cicala ardeva dalla sete e si precipitava avidamente. La civetta chiudeva la cavità, aggrediva la cicala e alla fine le dava la morte. Così la cicala viva negava il silenzio alla civetta, ora morta glielo dava.

 

Analisi

in tenebris: c. di tempo determinato

in cavo ramo: stato in luogo

sine mora: modo

ira: causa efficiente

magnà peritià: modo