Versione del libro Lingua Magistra 1

Le fatiche di Ercole (I)

Pagina 469, versione 201 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Hercules puer dracones duos quos Iuno misit in cunis necavit unde primigenius est dictus. Leonem Nemaeum quem Luna nutrivit in…

Traduzione Italiana

Ercole bambino uccise nella culla due serpenti che aveva mandato Giunone, e da ciò fu detto protetto dalla nascita. Uccise il leone nemeo, che Luna nutrì invulnerabile in un antro, e la sua pelle ebbe come mantello. Uccise alla fonte di Lerna l'idra di Lerna, figlia di Tifone con 9 teste. Uccise l'idra, che ebbe tanta forza di veleno e uccideva gli uomini, con l'aiuto di Minerva e la sventrò e intinse le sue frecce del fiele di quella; e così ciò che in seguito colpì con quelle frecce non sfuggiva alla morte; di questo, in seguito, morì anche Ercole in Frigia. Uccise il cinghiale di Erimanto. Portò vivo al re Euristeo, in Arcadia, un cervo selvaggio con le corna d'oro, Nell'isola di Marte, uccise gli uccelli Stinfalidi con le frecce, che scagliavano dardi con le loro penne.

 

Analisi

quos Iuno misit: relativa

in cunis: stato in luogo

unde primigenius est dictus: relativa

quem Luna nutrivit in antro atrotum: relativa

in antro: stato in luogo

ad fontem Lernaeum: c. di luogo

quae tantam vim veneni habuit et homines necabat: relativa

auxilio: c. di modo

quod postea sagittis fixit: relativa

unde postea et Hercules periit in Phrygia: relativa

in Arcadia: c. di luogo

in insula: stato in luogo

quae pennis suis iaculabantur: relativa 

sagittis, pennis suis: c. di mezzo