Versione del libro Lingua Magistra 1

Le rane chiedono un re I

Pagina 176, versione 59 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

In Graecia Athenae aequis legibus florebant at olim inverecunda libertas civitatem miscuit frenumque solvit pristinum licentia. Tum conspiraverunt factionum partes…

Traduzione Italiana

In Grecia Atene era prospera per le leggi giuste, ma un giorno la libertà incontrollata confuse la città e la permissività sciolse il freno antico. Allora i partiti delle fazioni cospirarono e il tiranno Pisistrato occupò l'acropoli. Piangevano per la triste schiavitù gli Attici, i quali a stento tolleravano l'insolito fardello e biasimavano la sorte avversa; Esopo allora raccontò questa favola. Le rane, che vagavano nelle libere paludi, chiesero a gran voce un re a Giove: "Giove, mandaci un re e frena con il comando i costumi dissoluti!". Il padre degli dèi rise e diede loro un piccolo tronco, che all'improvviso, con il movimento della sabbia e il rumore, spaventò le rane paurose.

 

Analisi

In Graecia: stato in luogo

Propter miseram servitutem: complemento di causa

qui aegre tolerabant insuetam sarcinam et adversam fortunam deplorabant: relative proprie

quae errabant in liberis paludibus: relativa propria; in liberis paludis: stato in luogo

clamore magno: complemento di modo

ab Iove petiverunt: costruzione del verbo peto con ab + ablativo della persona a cui si chiede

quod subito vadi motu sonoque pavidas ranas terruit: relativa propria