Versione del libro Lingua Magistra 1

L'eruzione del Vesuvio

Pagina 227, versione 82 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Hora fere septima apparet in caelo nubes inusitata et magna quae a Vesuvio monte ascendit. Iam cinis incidit calidus et…

Traduzione Italiana

Verso le 13 appare in cielo una nube insolita e grande, che ascende dal monte Vesuvio. Dunque cade cenere calda e densa, poi dal cielo cadono anche pomici e pietre nere e bollenti. Contemporaneamente dal Vesuvio luccicano ampie fiamme e alti incendi. Molti Pompeiani fuggono verso la spiaggia per la grandezza del pericolo e perché desiderano salvare la propria vita: i cuscini sono tenuti sopra le teste e sono stretti con le lenzuola, come protezione contro ciò che cade. Le fiamme e l'odore di zolfo, nunzio di fiamme, portano gli altri alla figa: infatti il tremore della terra continua e il timore presso il popolo e tutti prevale poiché per i forti e frequenti tremoti i tetti vacillano. Avviene una grande stage di cittadini: muoiono molte migliaia di Pompeiani, poiché a causa delle esalazioni mortifere le anime si bloccano; tutta la città si trasforma ed è coperta da alta cenere come se fosse caduta neve.

 

Analisi

in caelo: stato in luogo

quae a Vesuvio monte ascendit: relativa

de caelo: c. di origine

e Vesuvio: c. di origine

ad oram: moto a luogo

propter periculi magnitudinem: c. causa 

quia vitam suam servare optant: causale

in fugam: moto a luogo figurato

quia crebris vastisque tremoribus tecta nutant, quoniam ob vapores mortiferos animae intercluduntur: causali; ob vapores mortiferos: c. di causa

tamquam nives cecidisset: comparativa