Versione del libro Lingua Magistra 1

L'inganno delle Sirene

Pagina 187, versione 62 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Inter furorem procellarum et asperas insidias scopulorum et dolos gurgitum antiqui in mari videbant etiam Sirenas quarum nomen homines fascinabat…

Traduzione Italiana

Tra il furore delle tempeste e le aspre insidie degli scogli e la minaccia dei gorghi, gli antichi vedevano in mare anche le Sirene, il cui nome affascinava gli uomini e delle quali spesso si udivano le dolci voci. La dolcezza delle sirene giungeva alle orecchie dei naviganti e allora i marinai interrompevano il lavoro dei remi e delle funi: così le navi correvano veloci senza il controllo dei timonieri. Ma gli incauti marinai venivano trascinati dalle Sirene verso rupi e ad una tetra morte. Le ossa e i crani dei marinai, morti a causa dell'agguato delle Sirene, dimostravano ai viaggiatori l'orrendo inganno, ma le voci delle Sirene erano affascinanti e molti altri marinai cadevano nell'inganno. Dalle Sirene furono adescati anche i deboli animi dei compagni di Ulisse; tuttavia l'astuto comandante di Itaca, con l'aiuto della cera, sottrasse i cari compagni dalla fascinazione delle ingannevoli Sirene.

 

Analisi

Inter furorem procellarum et asperas insidias: complementi di stato in luogo figurato

in mari: stato in luogo

quarum nomen homines fascinabat: relativa propria; quarum riferito a Sirenas

quarum blandae voces saepe audiebantur: relativa propria; quarum riferito a Sirenas

ad nautarum aures: moto a luogo figurato 

sine gubernatorum cura: privazione

ad rupes: moto a luogo

ad taetram mortem: moto a luogo figurato

a Sirenibus: d'agente

propter Sirenum insidias: complemento di causa