Versione del libro Lingua Magistra 1

L'otium lontano dalla città

Pagina 115, versione 37 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Otium nostrum iucundum est: magnas divitias non habemus et praedium nostrum exiguum est sed satis commode vivimus. Nam magnificas aedes…

Traduzione Italiana

Il nostro otium è felice: non abbiamo grandi ricchezze e il nostro podere è piccolo, ma viviamo abbastanza agiatamente. Infatti non desideriamo case magnifiche e pavimenti di marmo. Verso le sette ci svegliamo, attraversiamo passeggiando il nostro giardino, le fosse sono scavate dai servi e sono piantate varie piante. Passeggiamo spesso per sentieri e campi, a volte andiamo a cavallo o saliamo su un carro e percorriamo i campi. Spesso entriamo in una grotta riparata, dove leggiamo o scriviamo e prendiamo l'ombra. Dopo il bagno c'è il momento del pranzo e il cibo viene servito dalle ancelle. Giungono i vicini e li riceviamo benignamente: sediamo all'aperto e conversiamo lieti. Guardiamo intorno campi e rupi, mentre da lontano i tetti delle ville ormai fumano.

 

Analisi

1. Come viene trascorsa dal narratore la mattina?

Il narratore inizia la sua mattinata passeggiando in giardino, andando a cavallo o in giro su un carro.

2. Il pranzo viene consumato prima o dopo il bagno?

Dopo il bagno.

3. I vicini in visita alla villa sono un piacere o un disturbo? Perché?

I vicini sono un piacere, in quanto sono una compagnia piacevole per la conversazione.

4. Sottolinea i verbi in -io e trasformali dal plurale al singolare.

cupimus: cupio

fodiuntur: foditur

accipimus: accipio

excipimus: excipio

facimus: facio

circumspicimus: circumspicio